IndyCar – Indianapolis 500, i pronostici

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Mai come quest’anno la 500 Miglia di Indianapolis è davvero impronosticabile. Condizioni meteo complicate, qualcuno che ha giocato a nascondersi un po’, qualifiche che, senza bumping, per molti contano relativamente, hanno portato ad una situazione di difficile interpretazione. Andiamo quindi a delineare, per quanto possibile, il quadro dei possibili pronostici.

I FAVORITI

Andretti Autosport – Sono ormai due anni che la Honda, in difficoltà, sul resto dei circuiti, sui superspeedway è invece al top. Quest’anno il motorista giapponese ha dominato la gran parte delle prove, specialmente con il team di Michal Andretti. Ha però toppato un po’ nelle prove, il che fa storcere il naso. Alexander Rossi ha dimostrato che con Indy ha un feeling particolare, ha ottenuto la prima fila, e la prova dello scorso anno dimostra che può vincere. Al contrario, Marco Andretti e Ryan Hunter-Reay hanno ancora una volta toppato le qualifiche, ma il passo mostrato nelle prove è sembrato essere quello vincente. Ovviamente, su Andretti pesano le solite incognite, sia le sue che quelle “paranormali” della famosa maledizione di famiglia, mentre Hunter-Reay è sicuramente il pilota più completo del team. Carico dopo un anno di  delusioni, sarà un cliente bruttissimo per tutti domenica. Takuma Sato si è qualificato molto bene, ma a parte il 2012 (dove comunque finì a muro) non ha mia mostrato di poter ottenere qualcosa di speciale ad Indy. Menzione speciale: Fernando Alonso. Non ha esperienza sugli ovali, è in fase calante, è una operazione di ripiego. Ne hanno dette un po’ di tutte, ma intanto lo spagnolo ha disputato un’ottima settimana di prove, quasi sempre nelle primissime posizioni. In qualifica poi ha sorpreso ancora di più, quinto, per di più con un problema al motore che sicuramente ha influito. È un rookie, ma anche lo scorso anno ha vinto un rookie, e sicuramente Alonso ha più talento di Rossi. Quindi, chissà…

Chip Ganassi Racing – Il ritorno alla Honda, sicuramente motivato anche dalla competitività sui superspeedway, ha ringalluzzito la squadra di Ganassi, sia in campionato che qui ad Indy. Scott Dixon ha ottenuto la sua terza pole ad Indianapolis, e già di suo è un pilota troppo esperto e vincente per non considerarlo ogni anno tra i favoriti. Tony Kanaan è entrato nella Fast 9, risultato non scontato. Ad Indy poi è sempre stato uno dei protagonisti. Max Chilton non è neanche andato così male, certo non ha la classe per un gara del genere, ma magari un discreto risultato potrebbe portarlo a casa. Menzione speciale: Charlie Kimball. Non ha cominciato benissimo l’anno, ma sugli ovali è migliorato di anno in anno. La sua sarebbe una grande storia, vista la sua continua lotta con il diabete.

GLI INSEGUITORI

Team Penske – Non trovare il Team Penske tra i favoriti fa strano, ma in realtà la squadra non ha molto convinto per tutta la settimana. Sarà stata pretattica o c’è qualche problema? Certo vedere il primo pilota Penske solo nono, e gli altri oltre la diciottesima posizione fra impressione, ma la gara potrebbe essere tutta un’altra cosa. Per il resto i piloti sono tutti super. Simon Pagenaud è il campione in carica, ha vinto a Phoenix la sua prima gara su un ovale e ad Indy negli ultimi due anni senza problemi tecnici aveva un passo da vittoria. Will Power insegue da anni il grande successo ad Indy, ma a parte il secondo posto del 2015 non c’è mai andato molto vicino. Juan Pablo Montoya è sembrato in forma, e sicuramente non ha sfigurato rispetto ai compagni di squadra. Josef Newgarden, appena arrivato e già capace di vincere in Alabama, è finito a muro in prova, e sicuramente era atteso da qual cosina in più. Ma è uno dei favoriti dei fans, oltre che uno dei più spendibili mediaticamente. Una sua vittoria potrebbe significare molto. Menzione speciale: Helio Castroneves. Passano gli anni ma lui è sempre là, sempre nelle primissime posizioni. Al solito, vincere la sua quarta Indy 500, raggiungendo dei miti come Foyt, Unser e Mears, lo porterebbe nella leggenda, e questa se è possibile è una motivazione in più. Non vince da un po’ di tempo, ma le motivazioni extra non mancano quindi è sempre un cliente pericoloso.

Ed Carpenter Racing – Sembrava un po’ in difficoltà, invece nelle qualifiche è risorto, risultando il migliore tra i motorizzati Chevolet. Carpenter ha sfiorato la pole, ed in generale ha mostrato di essere tornato in palla dopo un paio di anni di difficoltà. Menzione speciale: JR Hildebrand. È tornato ad avere un posto full time dopo un paio di anni in cui ha corso solo ad Indy. Ha subito ripagato la fiducia di Carpenter con un podio a Phoenix, e ad Indianapolis ha sempre fatto abbastanza bene. Ormai ogni anno si dice sempre la stessa cosa, ovvero che la sua vittoria sarebbe una grande storia, dopo l’errore del 2011. Lui sembra non sentire il peso di questo ritornello, e la buona qualifica e il buon inizio di stagione possono porlo tra i piloti più interessanti per la gara di domenica.

Dale Coyne Racing – Se avesse ancora Bourdais sarebbe tra i favoriti. Ma perso il francese, la situazione è più complessa. Pippa Mann è la pilota più esperta, ma si è qualificata molto male e sinceramente non sembra avere lo spessore per vincere. James Davison è appena arrivato per sostituire Bourdais, quando ha corso qui non ha poi demeritato ma anche in questo caso per vincere sembra esserci poco. Menzione speciale: Ed Jones. Il rookie anglo-arabo è invece andato molto bene, disputando un’ottima qualifica e mostrando un buon passo. Anche qui sembra difficile possa vincere, ma ha ottenuto due top 10 nelle sue prime due gare in assoluto in IndyCar e il team ha mostrato un grande potenziale qui ad Indy. Quindi perché non sognare?

GLI OUTSIDER

Rahal Letterman Lanigan Racing – Tra i team Honda è stato uno di quelli che ha convinto di meno, ma si è qualificato discretamente ed ha una coppia di piloti molto ben assortita. Rahal non ha iniziato benissimo l’anno, ma ormai è un pilota di esperienza che sa gestire molto bene questo tipo di gare. Menzione speciale: Oriol Servia. Lo spagnolo è un pilota che nella sua carriera ha ottenuto probabilmente meno di quanto meritasse, quindi sarebbe molto bello se vincesse qui ad Indy. È un pilota molto costante e che commette pochi errori, caratteristiche fondamentali per vincere una gara come la 500 Miglia. Anche su di lui pesano comunque i dubbi sull’affidabilità dei motori Honda, che già lo hanno lasciato a piedi una volta durante le prove.

Sam Schmidt Motorsports – Altra squadra Honda che è andata piuttosto malino. Hinchcliffe ha avuto tantissimi problemi tecnici che hanno rallentato il suo lavoro, situazione sempre molto spiacevole ad Indy. A sorpresa durante le prove il migliore è stato Jay Howard, il che potrebbe dimostrare che il team ha tanto potenziale inespresso. Menzione speciale: Mikhail Aleshin. Non si è visto molto, il che potrebbe non essere del tutto un guaio. Alla fine è stato il migliore in qualifica dei suoi, e sugli ovali negli anni è migliorato. Deve dimostrare di aver fatto il definitivo salto di qualità.

GLI UNDERDOGS

AJ Foyt Racing – Abbastanza male, specialmente considerando che ha a disposizione un pilota come Munoz che ad Indy è sempre andato bene. Probabilmente ha pagato l’inferiorità in fase di qualifica dei motori Chevrolet rispetto agli Honda. Menzione speciale: Carlos Munoz. Però il colombiano è sempre andato forte ad Indianapolis (due secondi posi nel 2013 e nel 2016), è un pilota veloce ma che al tempo sa gestirsi molto bene. Quindi non deve impressionare che parte indietro, può sicuramente risalire e fare bene.

Sage Karam – Sempre a centro gruppo, non è sembrato molto in palla. Ma ad Indy ha corso sempre molto bene, e sicuramente ha voglia di un bel risultato per poter rientrare nel radar dei team IndyCar e ottenere un posto a tempo pieno. Anche la sua squadra, il Dreyer&Reinbold Racing, meriterebbe un grande risultato per la passione e l’impegno che ci mette.

Gabby Chaves – Ha lavorato bene, specialmente considerando che corre per una squadra totalmente nuova. Difficilmente potrà ambire a più di un arrivo tra i primi dieci.

Jack Harvey – Prove tormentatissime, con una infinità di problemi tecnici. Una situazione che non è proprio l’ideale per un rookie. Avere alle spalle una grande squadra come l’Andretti Autosport sembra essere l’unica motivazione per sperare in un buon risultato.

Juncos Racing – Il botto di Spencer Pigot al venerdì ha complicato il lavoro di una squadra all’esordio e per di più con due vetture. Giustamente non hanno mai rincorso la prestazione, ma difficilmente possono portare a casa più di un arrivo tra i primi dieci.  Con Pigot tra l’altro, perché Saavedra in carriera ha dimostrato di non riuscire a gestire una gara così lunga e complessa.

Buddy Lazier – Sembrava qua solo per fare il tappabuchi, invece si è qualificato molto bene. È questo è già di per sé un successo per lui.

IndyCar – Indianapolis 500, i pronosticiultima modifica: 2017-05-24T12:41:34+00:00da straygor
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