13/11/2009

Indycar Prospect: John Edwards

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Uno dei giovani più promettenti dell'automobilismo a stelle e strisce si chiama John Edwards. Il 18enne pilota del Kentucky, neo campione dell’Atlantic Series, è considerato uno delle promesse dell’automobilismo d’oltreoceano, e già c’è chi vede per lui un roseo futuro. Attualmente  lui e il suo manager, Eddie Wachs (proprietario del team per cui ha corso nel 2009), stanno guardandosi attorno per scegliere la migliore destinazione possibile: sbarcare in Europa nella GP2 oppure, più probabilmente, approdare in Indycar, magari passando prima per la Indy Lights.

Edwards ha iniziato la sua carriera alla giovane età di 12 anni nel 2003, nella Skip Barber Series, diventando il più giovane pilota nella storia a vincere una gara automobilistica a ruote scoperte, sul Daytona International Speedway a 12 anni e 238 giorni di età. Nel 2005 va in Europa a disputare un paio di stagioni nelle varie serie di Formula Renault prima di tornare negli Usa, dove disputa prima una stagione nella Atlantic Series (2007), per poi vincere la Star Mazda Series nel 2008 e appunto l’Atlantic Series nel 2009 con il Newman Wachs Racing. Questo team fu fondato nel 2005 da Eddie Wachs e dal grande attore Paul Newman. I due si sono incontrarono per la prima volta a metà degli anni ’70 quando entrambi gareggiato nella categoria Can-Am. Nel corso degli anni i due diventarono buoni amici e nel 2005 decisero di mettere su una squadra per cercare di crescere giovani piloti. Adesso Wachs segue costantemente la carriera di Edwards e lo aiuterà nella ricerca della categoria a lui più idonea.

"Ci sono due aree che stiamo valutando", ha detto Wachs. "Una è la GP2, ed anche se non ho familiarità con la serie stiamo parlando con alcune persone. L'altra è la IndyCar." "Il team ha in programma di andare avanti con John Edwards e speriamo di poter mettere su un programma in IndyCar con lui per la stagione 2010", ha detto il team manager Brian Halahan. "Speriamo di essere in grado di fare un annuncio sui dettagli di questo piano nell’immediato futuro." Inizialmente il desidero era quello di passare direttamente alla serie maggiore, associandosi ad un altro team già esistente. "Vorrei provare a fare questa cosa appoggiandomi ad un team già esistente", afferma Wachs. "Quando ho iniziato il programma Atlantic pensavo: 'io sono intelligente come chiunque altro, non c'è ragione per cui non possa costruire la mia squadra e farla diventare vincente,' e ci sono voluti quattro anni perchè ciò accadesse. Ho grande rispetto per gente come Carl Haas, Roger Penske e Chip Ganassi, e ho visto quanto tempo anche loro ci hanno messo per costruire e sviluppare una sana e vincente organizzazione. Noi non cercheremo di partire da zero. Si può aderire ad un'altra squadra ed iniziare così a sviluppare il nostro programma." Il primo team che viene in mente è, per ovvi motivi, il Newman Haas Lanigan Racing, che è sempre alla ricerca della sponsorizzazione giusta per poter continuare a schierare una seconda vettura per il 2010. Ma un altro team che sembra essere in trattative molto avanzate con Wachs è il Rahal Letterman Racing, che dopo aver disputato solo la 500 Miglia di Indianapolis nel 2009 vorrebbe tornare a tempo pieno nella prossima stagione.

Nonostante fosse stata inizialmente scartata, adesso torna in auge anche la possibilità di correre in Indy Lights. In una recente intervista lo stesso Edwards ha ammesso che è molto difficile mettere insieme gli sponsor giusti per andare direttamente in Indycar, mentre molto più percorribile sarebbe la strada che porta in Indy Lights. Così Edwards è stato invitato ad un test la prossima settimana a Sebring dal Sam Schmidt Motorsports.

All'età di 18 anni e sette mesi, Edwards è diventato il più giovane campione nei 36 anni di storia della Atlantic Series, togliendo il primato ad un certo Michael Andretti. Questa vittoria, e con quella conquistata l’anno precedente nella Star Mazda Series, hanno messo in risalto un talento tanto precoce quanto limpido, frutto sia di un background familiare che dalla possibilità di una esperienza all’estero, grazie all’appoggio della Red Bull, che lo ha portato a correre coi kart in Italia. "E' stato qualcosa che non avevo mai fatto", racconta Edwards. "Avevo guidato sempre motori a quattro tempi, con mio padre come meccanico. Ma in Europa, mi sono dovuto adattare ai motori a due tempi. La cosa più difficile è stata la messa a punto del carburatore, non sapevo nulla a proposito di come farlo ed inoltre tutti parlavano italiano e io non capivo. A 14 anni ho avuto la possibilità di guidare in Formula Renault, ero il più giovane pilota a cui la FIA avesse mai concesso la licenza. Da un lato è stata una cosa fantastica, dall’altro è stato un enorme passo avanti. C’erano tra le trenta e le quaranta macchine in griglia ed era un campionato molto intenso. Mi sarebbe piaciuto avere più esperienza. Ma ho imparato molte lezioni preziose quando ero lì. Ho ottenuto un paio di podi nel mio secondo anno ed una vittoria sul bagnato ad Anderstorp."

Nel 2007 Edwards tornò a casa per correre nella serie Atlantic con il team di Jerry Forsythe. "Ho fatto un altro passo avanti enorme correndo in Atlantic Series quando avevo sedici anni", dice Edwards. "Ho ottenuto un podio il primo anno, e sono stato il più giovane nella storia della categoria a riuscirci. Ma allo stesso tempo, ho avuto un sacco di cattivi risultati. Al momento non ho pensato che avesse niente a che fare con la mia età, mi sentivo abbastanza maturo per essere lì. Ma dopo un anno nella Star Mazda Series e il mio secondo anno in Atlantic Series mi rendo conto che forse ancora non ero pronto. In Star Mazda ho avuto la possibilità di capire come vincere le gare e lottare per un campionato. Tale esperienza è completamente diversa da andare in una serie e dire: 'Sono qui per imparare a guidare e fare esperienza.' Quando lotti per un campionato devi sempre spingere al cento per cento. Devi imparare tutto ciò che è possibile sulla macchina, per fare in modo di migliorarla. E’ molto diverso che essere semplicemente il ragazzo nuovo che deve solo imparare." Il milione di dollari di premio per aver vinto il titolo nella Star Mazda Series ha contribuito a fornire ad Edwards il budget per poter tornare in Atlantic Series, questa volta con il Newman Wachs Racing. "Ho avuto probabilmente il miglior budget di chiunque altro nella categoria, ed è stato importante e utile vincere il titolo", osserva Edwards. "Con una prospettiva a lungo termine, mi rendo conto che abbiamo fatto la scelta giusta a fare un passo indietro ed andare nella Star Mazda Series lo scorso anno."

Wachs è rimasto impressionato dai progressi e dalla maturità che Edwards ha dimostrato durante l’anno. "Credo che abbia fatto dei notevoli progressi durante l’anno", osserva Wachs. "Penso che John abbia beneficiato del fatto di lavorare coi ragazzi del team e anche di avere un compagno di squadra come Jonathan Summerton, che lo ha aiutato molto." Adesso l’obiettivo è quello di salire in Indycar. "La nostra grande preoccupazione è se siamo in grado di mettere insieme i giusti finanziamenti per questo programma", spiega Wachs. "L'anno scorso siamo stati quasi interamente finanziati dalla Nuclear Energy Institute and Entergy. Essi sono interessati ai nostri progetti e potrebbero darci una mano, ma ancora non abbiamo nulla di certo. Comunque presto proveremo con John su una vettura IRL. John è molto giovane, ma penso che sia pronto per questa esperienza. Sarebbe bello per lui. Non credo che la sua sarebbe subito una macchina vincente, ovviamente. Dovrebbe imparare a correre sugli ovali, ma sugli stradali potrebbe dire la sua. Se ha un buon ingegnere con cui si trova a suo agio, penso che potrebbe dire la sua, proprio come Graham Rahal ha fatto nel recente passato."

28/10/2009

Indycar Prospect: JR Hildebrand

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Il campione 2009 della Firestone Indy Lights J.R. Hildebrand è già concentrato verso la stagione 2010. Il 21enne pilota californiano si tiene aperta qualsiasi opzione, ma la sua priorità è ovviamente salire di categoria ed approdare nella Indycar Series. In queste stagioni Hildebrand è emerso come uno dei migliori prospetti dell’automobilismo americano: nel 2005 ha vinto il Team USA Scholarship, nel 2006 il campionato di Formula Ford 2000 la corona e corso anche nella Atlantic Series, nel 2007 ha fatto il suo debutto nella Indy Lights con il team Andersen/RLR Racing, con cui nel 2008 ha vinto la sua prima gara, mentre nel 2009 è passato all’AFS Racing/Andretti Green Racing, vincendo il titolo già nella penultima prova della stagione, disputata sul Chicagoland Speedway, conquistando quattro vittorie e sei pole position. Inoltre l’anno scorso ha partecipato a due gare della A1GP World Cup ed effettuato un test nella Indycar, sempre con il team Andretti Green Racing. "Spero di trovare un buon accordo per disputare la prossima stagione in IndyCar", ha detto Hildebrand. "Sto lavorando sodo per ottenere la possibilità di correre in Indycar il prossimo anno. Penso che la Indy Lights sia un ottimo terreno di prova per poi fare il salto in Indycar. Sento che negli ultimi due anni ho imparato molto, e tutto questo mi servirà per andare avanti nella mia carriera. Le vetture della Indy Lights non sono poi molto diverse da quello IndyCar in termini di caratteristiche generali. Ovviamente con la IndyCar si ha a che fare con molta più potenza, che è la cosa più importante a cui ti devi abituare. Ma non ho dovuto cambiare il mio modo di guidare la vettura più di tanto. Ma comunque quando ho effettuato il test sono stato subito in grado di arrivare alla giusta velocità abbastanza tranquillamente."

"Di tutte le vetture che ho guidato negli ultimi due o tre anni quella che ho trovato più diversa, salvo forse qualche auto d'epoca, è stata quella della
A1GP. Sono completamente diverse, avendo innanzitutto pneumatici differenti. Ci siamo trovati veramente in difficoltà. A volte facevamo una cosa e ci risultava l'esatto opposto, perché il pneumatico era molto diverso. E’ stato davvero molto impegnativo." Il miglior risultato di Hildebrand in A1GP è stato un quarto posto a Brands Hatch. Anche se la sua preferenza è per Indycar, egli non si preclude alcuna possibilità, ritenendo che i piloti americani possono avere successo sulla scena mondiale. "Ci sono un sacco di dubbi sui piloti americani che si recano all'estero, forse perché è molto tempo che non vi è qualcuno che abbia un grande successo. Il fatto di correre un genere di corse differente, contro avversari diversi, su circuiti che non hai mai visto prima, può essere scoraggiante. Ma noi siamo andati in grado di superare i problemi, anche se magari i risultati sono stati un po’ inferiori a quanto ci aspettavamo. Comunque non c’è bisogno di essere più nervosi del necessario. E' solo un'altra macchina, solo un'altra categoria."

Hildebrand è grato a Michael Andretti per l’opportunità datagli quest’anno, e rimane fiducioso che il team Andretti, con la riorganizzazione prevista, sarà in grado di trovare un modo per portarlo in Indycar Series. Ma lui sta comunque anche parlando con i proprietari di altre squadre. "Per il prossimo anno sono ottimista", ha detto. "Certo, la situazione economica non aiuta. Ma allo stesso tempo, forse mi concede un po’ di tempo in più, perché la gente sta più cauta e pondera meglio le decisioni che deve prendere. Ho avuto alcuni colloqui positivi e mi sembra che ci sia l’interesse ad aiutarmi a salire di livello. Sto cercando di accumulare un po’ di soldi per dare una mano ed avere il maggior numero di opzioni possibili. Cerco di essere il più possibile in controllo del mio futuro."

Il nome di Hildebrand è stato affiancato anche al progetto USF1, il team americano che l’anno prossimo dovrebbe correre in Formula 1. "Personalmente non stilo una classifica tra Indycar e Formula Uno, su chi sia superiore o inferiore", afferma Hildebrand. "La Formula Uno ha ovviamente un livello di prestigio e di supporto più globale, ma credo che sarete d'accordo che non c'è niente come la 500 Miglia di Indianapolis. Niente. Penso che la squadra USF1 sia una grande idea e spero che darà a dei piloti americani meritevoli l'opportunità di provare il loro mestiere oltreoceano, ma penso che ancora resta da vedere se sarà funzionante e competitiva per il prossimo anno, quindi per ora è un po’ difficile esprimere un giudizio. Io personalmente non sono stato contattato per un sedile per il prossimo anno."