Indycar – Ritorno a Long Beach

800px-Long_Beach_Street_Circuit_svg.JPG

Dopo anni di “esilio” in ChampCar, Long Beach torna a far parte del calendario della più importante categoria motoristica a ruote scoperte, la Indycar. Quello della corsa losangelina è un ritorno importante, perché Long Beach è sempre stato uno degli eventi di punta della vecchia Formula Indy, l’evento più glamour, quello che anche per la sua collocazione attira il maggior numero di star e vip, probabilmente l’evento di maggior richiamo del calendario, Indianapolis a parte ovviamente.

Un importante ruolo nella popolarità di questa corsa è data dalla location. A nemmeno 20 chilometri dal downtown di Los Angeles, Long Beach è uno dei porti più importanti degli Stati Uniti (in cui è attraccato il famoso transatlantico Queen Mary), oltre a possedere alcune delle spiagge più rinomate e conosciute al mondo, famose per i surfisti e gli skaters. Il luogo quindi si presta facilmente alla spettacolarità, e da ormai più di 30 anni presta i suoi spettacolari scenari alle corse motoristiche. L’attuale circuito di gara, lungo 1,968 miglia (3,167 km), si snoda per le strade della città situate sul lungomare di Long Beach, con le palme che fiancheggiano il rettilineo d’arrivo donandogli un aspetto suggestivo. “Penso che esistono diversi fattori da prendere in considerazione per spiegare il successo di questo evento”, ha affermato Jim Michaelian, presidente del Grand Prix Association of Long Beach. “Il fattore determinante è il luogo stesso. Long Beach è un posto ideale per lo svolgimento di un evento di questo tipo in primavera. Ha gli impianti, ha una enorme capacità di ospitalità, con alberghi, centri congressi e altre infrastrutture. La città ospita altre importanti attività, sia che si tratti di manifestazioni sportive o altri eventi, per cui è dotata di una struttura adeguata per agevolare tali situazioni. Sono tutte cose che contribuiscono a creare la giusta atmosfera anche per chi non è un accanito fan delle corse automobilistiche.”

Il Long Beach Grand Prix fu organizzato per la prima volta nel 1975, con una gara di Formula 5000 per le strade del centro cittadino, ed è diventato un gran premio di Formula 1, valevole per il Mondiale, dall’anno successivo. Dal 1984 è diventato quindi un evento del calendario CART/Champ Car, da cui non si è separato mai, neanche negli anni della scissione. Fino allo scorso anno infatti l’evento ha fatto parte della ChampCar World Series, risultandone l’evento conclusivo anche se ormai la serie non esisteva più, tant’è che la corsa fu disputata in contemporanea con la gara di Motegi (quella vinta dalla Patrick), con lo schieramento della Indycar Series spaccato per una ultima volta. Altri eventi che caratterizzano la settimana del Long Beach Grand Prix sono la gara di Formula Atlantic, un Grand Prix storico con vetture pre-1990, e la Toyota Pro/Celebrity Race, in cui quest’anno gareggeranno tra gli altri Keanu Reeves, Adrien Brody e Raven-Simone. Quest’anno inoltre sarà presente pure l’American Le Mans Series, che dal 2007 ha rimpiazzato l’evento della Grand-Am (che a sua volta aveva preso il posto  della Trans-Am).

La gara di Long Beach ha quindi fatto parte per qualche anno del Mondiale di Formula 1, ed è ricordata, specialmente dai ferraristi, per due eventi di natura antitetica che hanno coinvolto due tra i piloti della Ferrari più amati. Nel 1979 Gilles Villeneuve conquistò una delle sue vittorie più convincenti, dopo aver conquistato anche la pole position e il giro più veloce. Nel 1980 Clay Regazzoni, ex pilota Ferrari, andò a schiantarsi contro una barriera con la sua Ensign, incidente che lo costrinse a vivere per sempre su una sedia a rotelle. Dopo la gara del 1983 gli organizzatori giunsero alla conclusione che la Formula Uno era troppo costosa e rischiosa, e decisero di passare alla CART a partire dall’anno seguente. Nonostante l’enorme successo ottenuto sin dal primo appuntamento nel 1976 e l’impatto che l’esposizione globale aveva portato alla città, gli organizzatori pensarono che il meno costoso e più popolare (negli Stati Uniti almeno) campionato CART, dominato da piloti americani, sarebbe stato un investimento più promettente.

Long Beach è stato terra di conquista per alcuni dei piloti di maggior successo delle corse USA: Mario Andretti ci ha vinto quattro volte (di cui una in Formula 1), suo figlio Michael due, Sebastien Bourdais tre. Sul circuito californiano Alex Zanardi ha ottenuto due vittorie, di cui una davvero mitica nel 1998 quando rimontò un giro e mezzo di svantaggio e beffò il suo acerrimo rivale Bryan Herta con un sorpasso spettacolare a due giri dalla fine. Ma il vero “mago” del circuito di Long Beach è stato Al Unser jr. Tra il 1988 e il 1995 Unser è riuscito a vincere per ben sei volte (1988, ’89, ’90, ’91, ’94 e ’95), impresa che gli vale di diritto la nomea di “Re di Long Beach”. Unser ritiene che una delle ragioni per cui è riuscito ad andare così bene su questo circuito è che, nonostante il fatto che evidentemente esso è un tipo di tracciato totalmente diverso rispetto all’Indianapolis Motor Speedway, lui ha avuto un approccio a questo corsa come fosse una sorta di warm-up in vista di Indy e del mese di maggio.”Per me in particolare Long Beach è sempre stata la gara prima della Indy 500“, ha detto Unser, due volte vincitore della 500 Miglia. “Ho sempre utilizzato questa gara per prendere lo slancio verso il mese di maggio. Ho sempre lavorato sodo su questa gara, in particolare, perché era sempre posta alla vigilia del mese di maggio. Vincendo questa gara, tutta la squadra avrà poi il giusto slancio verso il mese di maggio, e questa è una cosa molto importante.”

Tra i piloti in pista domenica, l’unico ad aver già vinto a Long Beach è Will Power, che di conseguenza sarà uno dei grandi favoriti alla guida della vettura numero 3 del team Penske, sempre in prestito da Castroneves (che è in attesa del verdetto del suo processo a giorni). Long Beach è il tipico circuito cittadino ricco di salti e piccole irregolarità”, ha detto l’australiano. “Le curve sono più morbide e non è una pista da stop-and-go come ad esempio St.Petersburg. E’ abbastanza difficile ottenere un buon equilibrio sulla vettura, ed inoltre bisognerà avere una buona strategia in gara. Comunque Long Beach è un tracciato che mi diverte e dove mi sono sempre trovato bene. Penso che le gomme di mescola differente potranno fare la differenza su una pista come Long Beach. Certamente hanno svolto un ruolo importante in qualifica a St.Petersburg. Le gomme morbide sicuramente fanno la differenza e rendono la macchina migliore per un certo periodo. Ma con esattezza non sappiamo che cosa succederà in gara a Long Beach.

 

Indycar – Ritorno a Long Beachultima modifica: 2009-04-15T23:53:00+02:00da straygor
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento