93rd Indianapolis 500 preview

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Fare un pronostico per una gara estremamente imprevedibile come la 500 Miglia di Indianapolis è sempre complicato. Il calendario 2009 della Indycar Series ha poi ulteriormente complicato l’analisi. Se nel 2008 si arrivava al mese di Maggio con 4 gare già disputate, di cui ben 3 su ovali (Homestead, Motegi e Kansas), quest’anno le gare in totale sono state 3 e solo una su ovale, quella della settimana scorsa in Kansas. Quindi poco si è visto di quelli che sono i rapporti di forza tra i vari concorrenti.

Il dominio in Kansas ci ha detto che probabilmente il pilota da battere sarà anche quest’anno Scott Dixon. Il neozelandese ha dominato la finora unica prova su ovale, e si candida di diritto al back-to-back, che ad Indianapolis non riesce dal 2001-02 quando a riuscirci fu Helio Castroneves. Dixon ha iniziato così così il campionato, con due incidenti nelle prime due gare (anche se per la verità entrambi non totalmente per colpa sua), ma appena sono arrivati i banking è tornato il cannibale del 2008. I numeri però sono contro di lui. Ma la sua maturità e l’esperienza del Target Chip Ganassi Racing lo pongono nel ruolo di grande favorito. Interessante sarà vedere come si comporterà il suo compagno di squadra Dario Franchitti. Vincitore a Long Beach, lo scozzese ha finito male la prima uscita 2009 su ovale, finendo a muro per aver sbagliato i calcoli nel rientro ai box, rischiando di travolgere Rahal. Nel 2007 Franchitti vinse (aiutato anche dalla pioggia), ma dopo un anno di NASCAR come si ripresenterà? Franchitti ha l’esperienza e il team per vincere, ma avrà la giusta cattiveria e la giusta attenzione?

Il grande rivale di Dixon dovrebbe comunque essere Ryan Briscoe. Tutto fa sembrare che sia il suo anno, e dopo la debacle di Long Beach si è ben risollevato in Kansas, dove soltanto per una sfortunata coincidenza (è rientrato ai box proprio mentre uscivano le bandiere gialle per l’incidente di Franchitti) non ha potuto giocarsi la vittoria con Dixon. Per il resto, ha la maturità, ha il talento, ha il team, ha la sicurezza, ha tutto per poter ottenere quel risultato che lo inserirebbe definitivamente tra i big dell’automobilismo. A Indianapolis però ha mostrato in passato prestazioni alterne: nel 2005, all’esordio, faticò in prova prima di risalire in gara fino al decimo posto, nel 2007 ha terminato quarto con un team all’esordio, nel 2008 è partito in prima fila ma in gara è naufragato a causa di un pit stop effettuato nel momento sbagliato, prima di scontrarsi ai box con la Patrick. Adesso è arrivato il momento giusto per vincere. Ma un osso duro potrebbe ritrovarselo in casa: una vittoria di Castroneves avrebbe qualcosa di leggendario. Coinvolto nel caso di evasione fiscale, il brasiliano appena tornato in pista è stato subito efficace: settimo a Long Beach, in Kansas ha terminato secondo dopo essere partito ventunesimo. Ad Indianapolis ha sempre corso alla grande, soltanto una volta in nove edizioni si è ritirato e non ha terminato tra i primi dieci anni. Già uno dei piloti più amati dal pubblico e dai media, una vittoria dopo tutto quello che è successo in inverno sarebbe una storia incredibile, perfetta per uno luogo quale Indianapolis, che di leggende ne ha già a volontà. Come sicuramente avrebbe un qualcosa di particolare se a vincere fosse Will Power, messo a piedi dal team come da accordo al rientro di Castroneves nonostante fosse secondo in campionato. Ad Indianapolis correrà sulla terza vettura schierata da Penske. L’ultima volta che Penske schierò tre vetture fu nel 1994, e arrivò la vittoria di Al Unser jr. Quindi perlomeno l’ultimo precedente porta bene.

Tutto sommato positivo l’inizio anno anche per l’Andretti-Green Racing. Nonostante non sia arrivata ancora una vittoria, Tony Kanaan è in testa al campionato, Danica Patrick ha ottenuto due piazzamenti nella top five, ed anche Marco Andretti ha corso tutto sommato bene. L’unico che non ha convinto a pieno è stato Hideki Mutoh, coinvolto in troppi incidenti. Soprattutto, il cambio di race strategist sembra aver portato bene a Danica, che adesso è “guidata” da Michael Andretti. La Patrick ha corso tatticamente molto bene in questo inizio stagione, ed una delle chiavi per vincere ad Indianapolis è avere una buona tattica e correre con la testa. Ad Indy Danica è sempre andata forte, e dopo un 2008 complicato il 2009 sembra iniziato nel migliore dei modi (anche se la vittoria è arrivata nel 2008 ma non quest’anno), il cambio di race strategist l’ha rivitalizzata. Ogni anno sembra invece sempre quello giusto per Kanaan, che ormai ha anche lui la sua personale maledizione, come il suo capo-squadra. Mai peggio di sesto in qualifica, sempre in testa in ogni Indy 500 disputata, Kanaan ha tutto per vincere: talento, esperienza e squadra. Sarà l’anno buono? Anche Marco Andretti è un altro che a Indianapolis ha sempre corso da protagonista, anche lui l’avrebbe già potuta vincere, ma ogni anno ci si è messo in mezzo qualcuno o qualcosa: e quest’anno? Alla fine il dubbio principale sull’Andretti-Green Racing è sempre il solito, ovvero se 4 vetture sono troppe da gestire, specie in una gara dallo svolgimento complicato come Indianapolis. In questi ultimi anni l’impressione è che, più che la velocità, a complicare la vita al team di Andretti sia stato il caos nello gestire l’andamento della corsa.

Chi potrebbe inserirsi per la lotta per la vittoria? Principalmente in due: Graham Rahal e Dan Wheldon. In Kansas, Rahal ha dimostrato ormai di poter battagliare fianco a fianco dei big, e senza un ultimo pit stop un po’ lento avrebbe potuto ottenere più del settimo posto finale. Il Newman/Haas/Lanigan Racing è un team storico, ma che non ha mai vinto la 500 Miglia. Lui è giovane, ha venti anni, e un compagno di squadra, Robert Doornbos, all’esordio, per cui dovrà sobbarcarsi la gran parte del lavoro nei giorni di prova. Ma il talento c’è, ed ormai sembra abbastanza maturo per potercela fare. Wheldon ad Indianapolis ha sempre corso alla grande (è il pilota che ha percorso più giri in testa tra quelli che sono ancora in attività), anche se c’è da dire che lo ha fatto per top team (Andretti-Green e Ganassi). In Kansas ha corso bene, più del decimo posto finale. Il Panther Racing lo scorso anno ha finito al secondo posto, e quest’anno farà correre anche Scott Sharp, un pilota esperto che sicuramente potrà dare una mano nel lavoro durante le due settimane di prova. Se c’è qualcuno che ha lo spessore per potersi inserire nella lotta tra i tre top team, quello è Wheldon.

Alle spalle di questi favoriti ci sono gli outsider. Ed Carpenter e Vitor Meira hanno corso sempre ad Indianapolis (il brasiliano ha due secondi posti alle spalle), e sicuramente anche quest’anno si piazzeranno immediatamente alle spalle dei migliori. Difficilmente potranno lottare per la vittoria (il Vision Racing è ancora alla ricerca della prima vittoria, il team di Foyt è ormai uno dei team più piccoli della Indycar), ma probabilmente saranno loro i primi a da filo da torcere ai favoriti. Dietro, occhio a Mario Moraes, velocissimo sia nei test prestagionali ad Homestead sia nella gara in Kansas. Il team KV Racing Technology gli ha affiancato Paul Tracy, ma vista anche la lunga inattività del canadese, il pilota brasiliano resta comunque il pilota di punta. Può far bene. Come bene potrebbe fare EJ Viso, se riuscirà ad incanalare bene il suo potenziale. Tra i piloti part time, occhio ad Alex Lloyd, iscritto in partnership da Chip Ganassi e Sam Schmidt, che nel 2008 è stato molto veloce anche se forse un po’ troppo impetuoso. Anche lui ha le potenzialità per far bene.

L’attività in pista comincerà martedì 5 Maggio, con il Rookie Orientation Program. Poi da mercoledì a venerdì practice, e sabato 9 il Pole Day, che stabilirà le prime 11 posizioni in griglia, mentre domenica 10 il secondo giorno di qualifiche stabilirà altre 11 posizioni. Dopo tre giorni di riposo, giovedì e venerdì altri due giorni di prove, quindi sabato 16 terzo giorno di qualifiche, che stabilirà altre posizioni in griglia. Domenica 17 il Bump Day, con i piloti rimasti fuori dalla griglia che potranno conquistarsi un posto tra i 33 che domenica 24 daranno vita allo spettacolo della 500 Miglia di Indianapolis.

93rd Indianapolis 500 previewultima modifica: 2009-05-01T00:36:43+02:00da straygor
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