Il piccolo team che ce la fa

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Con la vittoria ottenuta domenica scorsa a Watkins Glen, Justin Wilson ha regalato la prima vittoria in carriera al suo team, il Dale Coyne Racing. Era inevitabile che la striscia vincente durata 11 mesi dei team Penske e Ganassi Racing prima o poi dovesse finire.

Ma che a realizzare questo risultato fosse il piccolo team di Dale Coyne era molto meno probabile. “Oggi siamo stati come Davide che riesce a battere due Golia”, ha esclamato Coyne, che ha ottenuto la prima vittoria in 558 gare tra CART, Champ Car e Indycar Series.

La carriera di Coyne nelle corse inizia nel 1984, nella gara CART a Portland, quando tentò invano di qualificarsi con una March vecchia di tre anni autogestita. Quell’anno tentò la qualifica in altre 5 gare, ma riuscì a qualificarsi solamente a Mid-Ohio, dove finì quattordicesimo.

Rientrato nel 1985, fallì ancora la qualificazione nelle prime cinque gare della stagione. Quell’anno disputò la prima gara su ovale, al Michigan International Speedway, ritirandosi dopo 40 giri a causa di problemi al motore. Coyne si qualificò poi per altre 4 gare, ritirandosi sempre per problemi meccanici. Nel 1986 Coyne e il suo team tentarono l’avventura da costruttori, costruendo un proprio telaio, il DC-1, ma i risultati non migliorarono.

Frenata da numerosi problemi meccanici, la vettura concluse poche gare, e il miglior risultato ottenuto da Coyne fu un dodicesimo posto ottenuto al Sanair Super Speedway. Nel 1987 Coyne decise di fare marcia indietro, abbandonare il proprio telaio ed affidarsi ad un più competitivo telaio March 86C. Tuttavia i risultati non cambiarono di molto, e Coyne si qualificò soltanto in 8 gare.

Nel 1988 tentò per la prima volta la qualificazione per la 500 Miglia di Indianapolis, senza riuscirci. Stesso tentativo, e stesso fallimento, l’anno dopo, quando corse soltanto una gara, a Pocono. L’ultima volta che è salito in macchina fu nel 1991, quando non avendo nessun pilota pagante decise di rientrare in attività, fallendo la qualificazione in 3 gare.

Dal 1988 Coyne fu supportato dall’ex giocatore di football americano Walter Payton, e il team si chiamò Payton Coyne Racing (fino alla scomparsa dello stesso Payton nel 1999). Per il team di Dale Coyne negli anni hanno corso numerosi buoni piloti, come Paul Tracy, Scott Pruett, Michel Jourdain jr, Alex Barron, Robbie Buhl, Oriol Servia, Bruno Junqueira o l’attuale proprietario del Conquest Racing Eric Bachelart.

Justin Wilson, che molti osservatori ritengono il miglior pilota sugli stradali di tutta la IndyCar Series, sta sfruttando al meglio l’opportunità datagli da Coyne. Già a St.Petersburg, nella prima prova stagionale, aveva sfiorato la vittoria, terminando poi terzo. Le cose si sono complicate nelle seguenti corse su ovale, dove non ha terminato meglio che quattordicesimo.

Ma quando si è tornati sul loro terreno naturale, Wilson e il suo ingegnere Bill Pappas si sono scatenati, ottenendo la prima fila e dominando la gara a Watkins Glen, rendendo realistica la prospettiva di una vittoria per il team di Dale Coyne. “Sono molto contento di aver realizzato questo per Dale”, ha detto. “Abbiamo cercato di costruire una buona squadra e l’abbiamo fatto. Questo è la migliore e la più importante vittoria della mia carriera, vincendo per Dale. E’ una sensazione fantastica”.

Mentre Wilson è ormai uno degli uomini su cui puntare per ogni corsa su stradale, diverso è il discorso per gli ovali, dove lui e la squadra devono ancora dimostrare delle simili potenzialità. Ma Wilson ritiene che sia solo una questione di tempo prima di poter vincere su qualsiasi tracciato. “Adesso l’obiettivo è la nostra prima vittoria su un ovale”, ha detto. “E questo è quello per cui noi dobbiamo lavorare.”

Briscoe e Dixon lo hanno pressato per tutta la gara, ma alla fine hanno dimostrato la loro felicità per il risultato ottenuto da Wilson e Coyne. “E’ un grande giorno per Justin, ha guidato in modo superbo, è un grande pilota”, ha detto Briscoe.

“Devo fare dei grandi complimenti a Dale Coyne e tutta la squadra, è stato un grande fine settimana per loro. “ E poi ancora: “Penso che sia fantastico e molto importante per lo sport che anche i piccoli team possano vincere”, ha detto Dixon.

“Il team di Dale Coyne è probabilmente il team più piccolo della Indycar Series. Loro hanno molto talento per questo tipo di corse, devono solo metterlo in atto. E con un ottimo pilota come Justin questo può essere fatto al meglio.”

Per fare un paragone, il team di Coyne impiega “16, forse 17” persone per una vettura. Penske e Ganassi, per due vetture, impiegano 70 persone. A fine gara Dale Coyne ha affermato che la vittoria della sua squadra dimostra che le piccole squadre possano prosperare nella Indycar Series e ha invitato quindi anche altre squadre di altre categorie a considerare la possibilità di un passaggio alla Indycar.

“Che una squadra con le nostre risorse e il nostro budget possa vincere una gara non può essere che un bene per il nostro sport”, ha detto Coyne aggiungendo poi: “Molti pensano che i due grandi team debbano vincere tutte le gare. Questo dimostra che la categoria, per essere forte, necessita di team come il nostro. Credo che il fatto che noi o qualsiasi altro team possa vincere dimostri quanto valida sia questa categoria. Quindi penso che anche altri team che corrono in altre categorie, come ad esempio la Grand Am, possano avere l’interesse a venire qui, trovare i pezzi di cui hanno bisogno, i piloti di cui hanno bisogno e di fare un buon lavoro. E penso che questo sarebbe molto buono per lo sport. Noi oggi abbiamo ottenuto una grande ricompensa per il nostro duro lavoro e possiamo costruire una piattaforma per il futuro. Credo che questo sport debba sopravvivere, e non può che diventare più forte. Sono ottimista per il futuro grazie agli investimenti che stiamo facendo.”

Il piccolo team che ce la faultima modifica: 2009-07-10T14:20:48+02:00da straygor
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