2009 NASCAR Chase for the Sprint Cup: i delusi

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All’inizio della prossima Chase fo the Sprint Cup, domenica sull’ovale di Loudon nel New Hampshire, tre saranno i principali assenti: Kyle Busch, Matt Kenseth e Dale Earnhardt jr. La loro assenza è probabilmente dovuta a ragioni diverse tra loro.

Kyle Busch arrivava da un 2008 altalenante, in cui aveva conquistato ben 21 vittorie (8 nella Sprint Cup, 10 nella Nationwide e 3 nella Craftsman Truck Series), si era presentato al via della Chase in testa alla classifica, ma poi era crollato nel finale di stagione.

Anche il 2009 era cominciato alla grande, dominando la Daytona 500 prima di essere messo incolpevolmente ko da un incidente con Dale Earnhardt jr e conquistando tre vittorie nelle prime 10 gare. Ma il resto della stagione si è rivelato un disastro (almeno nella Sprint Cup, visto che nella Nationwide ha vinto 6 gare e si trova nettamente in testa alla classifica, ed anche coi Truck ha conquistato un paio di vittorie).

Tra problemi tecnici, incidenti e gare sotto tono, Busch ha conquistato soltanto una vittoria (risultando comunque il pilota con il maggior numero di vittorie in stagione insieme a Martin) e altri due piazzamenti nella top5, crollando dalla quinta alla quindicesima posizione in campionato a tre gare dalla fine della “regular season”.

Alla fine la beffa è arrivata all’ultima gara, quando è rimasto escluso dalla Chase per appena 8 punti, per di più beffato da quello che è il suo più acerrimo rivale in pista e con cui si era spesso beccato in passato, Brian Vickers.

“Alla fine non è stata una questione di 8 punti”, ha detto Busch. “E’ stata una questione di tutta la stagione. “

“A Richmond abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare”, ha detto dopo la corsa Busch. “Abbiamo compiuto un grande sforzo stanotte ed abbiamo disputato una buona corsa. Alla fine il quinto posto finale purtroppo non è stato sufficiente per la Chase. Non è stato solo un problema di oggi o della scorsa settimana che ci ha tenuto fuori. Sono state tutte le 26 gare di questa stagione. Purtroppo, alcuni giorni non ho fatto del mio meglio, in altri non abbiamo avuto una buona macchina, ed in altre sono successe entrambe le cose. Si possono dare diverse interpretazioni, ma alla fine l’unica cosa certa è che abbiamo fallito.”

Comunque, sarebbe bastato che Busch superasse Martin per il quarto posto e Vickers avesse fallito nel tentativo di superare Hornish, il pilota del Joe Gibbs Racing ce l’avrebbe fatta e probabilmente il resto della sua stagione sarebbe stata diversa. “Adesso dobbiamo solo andare avanti per il resto dell’anno. Farò del mio meglio per aiutare Hamlin e il team a vincere il titolo”, ha aggiunto Busch.

Il proprietario Joe Gibbs ha affermato che questa delusione potrebbe essere utn vantaggio per Busch. Per quanto deludente sia il fatto di non poter lottare per la Chase in questa stagione, Gibbs ha detto di sperare che Busch possa vincere alcune delle 10 gare finali e cercare di apprendere qualocsa per fare in modo che quello che è successo quest’anno non si ripeta la prossima stagione.

“Siamo stati nella stessa situazione qualche anno fa con Stewart, e sappiamo che è difficile,” ha detto Gibbs. “Ma abbiamo sfruttato quella stagione come trampolino di lancio per l’anno seguente. Vincemmo alcune gare e poi vincemmo il titolo. Ovviamente l’anno scorso abbiamo avuto una grande annata con Kyle. Se l’anno scorso non avesse avuto quella stagione strepitosa, oggi questa non qualificazione probabilmente non sarebbe una così grande delusione. Ci aspettavamo grandi cose. E, ovviamente, quattro vittorie sono ottime. Ma non c’è stata continuità. Non è solo una gara. Sono un mucchio di cose. Adesso dobbiamo solo mettere la testa giù e cercare di capire come possiamo migliorare.”

Matt Kenseth ha invece mancato la qualificazione alla Chase per la prima volta da quando è stata instituita. Eppure la stagione era incominciata alla grande per Kenseth, che aveva vinto le prime due gare, compresa una Daytona 500 accorciata dalla pioggia. “dopo la seconda gara della stagione, in California, per noi è incominciata un lungo, lento declino”, ha affermato Kenseth.

“Siamo lentamente scivolati indietro ad ogni settimana, quindi non posso dire di essere molto sorpreso che non ce l’ho fatta. Sono molto dispiaciuto di non avercela fatta, ma soprattutto di non avercela potuta mettere tutta fino alla fine.”

L’ultima gara a Richmond si è infatti rivelata un martirio per Kenseth, con la sua vettura che non ne voleva sapere di andare. Ce l’hanno messa tutta, ma nè lui né il suo crew chief Drew Blickensderfer sono riusciti a far nulla per raddrizzare la situazione.

“Abbiamo fatto molta fatica”, ha detto Kenseth. “Abbiamo cercato di riportarci coi primi, ma non ci siamo riusiciti. Ma ad essere onesti, non avremmo potuto lottare con Brian e Kyle. E’ frustrante, ma sono stato frustrato per tre mesi. E anche se ci fossimo qualificati, comunque non saremmo stati all’altezza di competere per il campionato. Dobbiamo ancora migliorare, a livello di ingegneria, di lavoro al pit, ed anche io devo migliorare e cancellare gli errori fatti.”

Paradossalmente, i suoi due compagni al Roush Fenway Racing, Carl Edwards e Greg Biffle, si sono entrambi qualificati alla Chase nonostante ancora non abbiano vinto una gara in questa stagione.

Stagione disastrosa per Dale Earnhardt jr. Nonostante il suo team, l’Hendrick Motorsports, abbia qualificato tutti gli altri 3 piloti alla Chase, la stagione di Dale jr non è mai decollata. Nelal prima gara della stagione, la Daytona 500, ha avuto continui problemi al pit, mancando anche la sua piazzola di sosta e venendo penalizzato di un giro, prima di provocare un incidente multiplo in cui è rimasto coinvolto anche Kyle Busch che fino a quel momento aveva dominato la corsa.

Il resto della stagione è stato un continuo lottare nei bassifondi, con appena 2 arrivi nella top5 e 4 nella top10. Neanche il licenziamento del suo crew chief Tony Eury jr ha cambiato molto la sua stagione. La sua ultima vittoria ormai risale a più di un anno fa (15 giugno 2008 in Michigan), e negli ultimi cinque anni ha vinto appena tre gare.

Dale jr resta ancora uno dei piloti NASCAR più popolari, ma sembra ormai non esserlo più per quello che fa in pista. Per la seconda volta in tre anni e la terza in cinque ha fallito la qualificazione alla Chase.

Le ultime gare hanno mostrato qualche timido miglioramento, ma sicuramente non abbastanza per un pilota della sua fama e che in passato aveva creato così tante aspettative intorno a sé. E fa ancora più impressione che queste delusioni arrivino nonostante guidi per un team che ha tre piloti nella Chase (più Stewart e Newman che corrono con vetture preparate dallo stesso team).

Probabilmente il figlio del grande The Intimidator paga proprio queste grandi aspettative che si erano create su di lui, con il risultato che ormai sta perdendo anche la fiducia dei fan. “Alla Chase non mancherà lo Junior di quest’anno. Sappiamo che non merita il posto. Amiamo Junior come pilota, ma la Chase ha bisogno di competitività”, “No, la Chase non ha bisogno di Dale jr; ha disperatamente bisogno di Kyle Busch”, sono stati alcuni dei massaggi arrivati al sito dell’ESPN quando hanno chiesto se la Chase for the Sprint Cup avrebbe sentito la mancanza di Dale Earnhardt jr.

2009 NASCAR Chase for the Sprint Cup: i delusiultima modifica: 2009-09-19T12:50:00+02:00da straygor
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