ALMS – La Peugeot emerge nel nubifragio

La pioggia è stata la grande protagonista della dodicesima edizione della Petit Le Mans. A vincere è stata la Peugeot 908 HDi di Montagny-Sarrazin, che ha preceduto la vettura gemella di Lamy-Minassian. La gara è stata dichiarata conclusa tre ore dopo l’esposizione della bandiera rossa a causa della pioggia torrenziale che stava flagellando il circuito. I commissari hanno sperato a lungo che le condizioni migliorassero tanto da consentire di riprendere la corsa, ma alle 20 ora locale hanno deciso di sventolare la bandiera a scacchi, visto che le condizioni meteo non miglioravano. “Abbiamo vinto la 24 Ore di Le Mans e ora abbiamo vinto la Petit Le Mans ‘cinque ore’“, ha detto Franck Montagny. “E’ un peccato per la pioggia, siamo stati veloci e avremmo avuto una bella battaglia con le Audi, quindi questa interruzione è stata spiacevole.” Stephane Sarrazin ha commentato: “Abbiamo percorso 7.000 miglia per correre. Avremmo voluto correre di più, ma era troppo pericolosa.” Grande delusione per l’Audi, che ha al lungo avuto il comando della corsa con la vettura di McNish-Capello, prima che lo scozzese finisse in testacoda, in regime di bandiere gialle, poco prima della bandiera rossa, scivolando così dal primo al terzo posto. Questo risultato ha segnato la fine del dominio dell’Audi, che vinceva la Petit Le Mans da nove anni consecutivi. “Nel mio secondo run era ancora asciutto, all’inizio andava bene, poi quando è arrivata una pioggia torrenziale si è allagato tutto“, ha detto Allan McNish. “Era troppo pericoloso guidare. La macchina galleggiava, non si poteva guidare.” Il pilota dell’Audi ha detto che effettivamente la gara avrebbe potuto essere sospesa prima. “E’ stata una decisione tardiva“, ha detto McNish. “Dal mio punto di vista si doveva sospendere cinque giri prima, ma volevano vedere come si metteva il tempo.”

La pioggia aveva già tormentato i test privati, e poi è tornata la mattina della corsa durante il warm-up. La pista è rimasta umida per la partenza, che ha visto McNish scattare dal terzo posto e passare il duo Peugeot portandosi al primo posto, seguito dall’altra Audi di Marco Werner. Dopo il primo pit stop (all’incirca dopo un’ora di gara) Sarrazin perdeva un giro dovendo effettuare una sosta extra per passare dalle gomme da bagnato a quelle da asciutto. L’Audi di McNish-Capello ha sostanzialmente dominato tutta la corsa fino al testacoda di McNish che è costata la decima vittoria consecutiva alla Petit Le Mans. La vettura gemella di Werner e Lucas Luhr ha invece perso il contatto con la testa della classifica quando sono rimasti troppo a lungo con le gomme da bagnato, perdendo un giro.

Il pre-gara è stato caratterizzato dall’incredibile corsa contro il tempo del Patron Highcroft Racing per riparare l’Acura ARX-02a distrutta da Scott Sharp durante le prove libere del giovedì. La vettura è stata protagonista di una serie di cappottamenti e violenti impatti contro le barriere alla curva 2 dopo un contatto con la Porsche del Farnbacher Loles di Dirk Werner che stava uscendo dai box. Nonostante il botto terrificante, Sharp è uscito dalla vettura senza alcun problema. “Questo è uno degli incidenti più spaventosi che abbia mai visto“, ha detto Dario Franchitti, in equipaggio con Sharp. “Sono contento che Scott sia a posto, perché è stato davvero un incidente incredibile.” Il team è riuscito a ricostruire la vettura da zero, completando il lavoro alle 5:45 del sabato mattina, in tempo per scendere in pista per il warm-up delle 8. Alla fine la gara è stata anche positiva per il team, visto che i loro rivali del De Ferran Motorsports hanno vissuto una gara disastrosa. Gil de Ferran stava lottando per il secondo posto con la Peugeot, quando Jon Field, alla guida della Lola dell’Intersport Racing lo ha toccato rompendogli la sospensione. Più tardi un errore di Scott Dixon, finito a muro alla curva 5, faceva naufragare definitivamente le speranze del De Ferran Motorsports, che ha terminato nono di classe, staccato di 48 giri. Sharp e David Brabham necessitano così di pochi punti per vincere il titolo, quando manca una sola gara alla fine della stagione, l’11 ottobre a Laguna Seca.

La Lola-Mazda del Dyson Racing di M.Franchitti-Devlin-Leitzinger ha vinto una classe LMP2 decimata. La vettura gemella di Smith-Dyson correva invece fuori categoria, poiché usava un nuovo tipo di carburante che entrerà in vigore nel 2010. La Lola vincitrice aveva perso all’inizio 12 giri per un problema al cambio e per un testacoda di Butch Leitzinger, ma è poi riuscita a recuperare la testa della corsa dopo i problemi di guidabilità della Acura di Adrian Fernandez e i problemi elettrici della Porsche del Cytosport Racing. Combattutissima invece la classe GT2, che ha visto la vittoria della Ferrari del Risi competizione di Melo-Kaffer-Salo. Il momento decisivo della corsa è arrivato all’ultimo pit stop, quando il team ha azzeccato la scelta delle gomme, montando le rain poco prima che la pioggia tornasse a cadere, mentre tutti gli altri concorrenti sono stati costretti ad una sosta ulteriore per cambiare le gomme. “E’ stata una gara strana, ma penso che noi avevamo una vettura davvero competitiva“, ha detto Jaime Melo. “All’inizio ho preferito essere molto conservativo, la pista era bagnata e non volevo correre rischi. La macchina era confortevole sia con l’asciutto che col bagnato. Anche se la gara fosse continuata avremmo mantenuto un buon ritmo in qualsiasi condizione. Devo ringraziare il team per la strategia, ed adesso andremo a giocarci il titolo a Laguna Seca.” Adesso l’equipaggio della Ferrari è a 19 punti dei leader della classifica, Bergmeister-Long, quinti di classe alla Petit Le Mans, con 25 punti a disposizione per il vincitore nell’ultimo appuntamento a Laguna Seca. Secondo posto per la BMW M3 del Rahal Letterman Racing di D.Muller-J.Muller-Milner, terzo per la Porsche del Farnbacher Loles di Werner-Henzler. Le due Corvette C6.Rs avevano dominato le prime tre ore di gara, prima che l’arrivo della pioggia e una serie di pit stop mischiassero le carte. La migliore della due vetture alla fine è stata quella di Beretta-Gavin-Fassler, quarta al traguardo.

Classifica finale:
Pos Drivers Cl Car Time/Gap
1. Sarrazin/Montagny P1 Peugeot 4h48m11.557s
2. Minassian/Lamy P1 Peugeot + 2.011s
3. Capello/McNish P1 Audi + 3.465s
4. Luhr/Werner P1 Audi + 1 laps
5. Panis/Lapierre/Dumas P1 ORECA + 3 laps
6. Brabham/Sharp/Franchitti P1 Acura + 4 laps
7. Dyson/Smith UNC Lola-Mazda + 7 laps
8. Melo/Kaffer/Salo GT2 Ferrari + 14 laps
9. Muller/Milner/Muller GT2 BMW + 15 laps
10. Henzler/Werner GT2 Porsche + 15 laps
11. Beretta/Gavin/Fassler GT2 Corvette + 15 laps
12. Bergmeister/Long/Lieb GT2 Porsche + 15 laps
13. Leitzinger/Franchitti/Devlin P2 Lola-Mazda + 16 laps
14. Magnussen/O’Connell/Garcia GT2 Corvette + 16 laps
15. Law/van Overbeek/Neiman GT2 Porsche + 22 laps
16. Sutherland/Drissi/Bell GT2 Riley Corvette + 27 laps
17. Field/Field P1 Lola + 32 laps
18. Farnbacher/James GT2 Panoz + 32 laps
19. Burgess/McMurry/Willman P1 Lola + 40 laps
20. Murry/Robertson/Robertson GT2 Doran Ford + 42 laps
21. Fernandez/Diaz P2 Acura + 45 laps
22. Pickett/Graf/Maassen P2 Porsche + 48 laps
23. Sellers/Cicero GT2 Porsche + 48 laps
24. De Ferran/Pagenaud/Dixon P1 Acura + 48 laps
25. Hand/Auberlen/Priaulx GT2 BMW + 51 laps
26. Feinberg/Hall GT2 Dodge + 55 laps
27. Drayson/Cocker/Bell P1 Lola + 61 laps

ALMS – La Peugeot emerge nel nubifragioultima modifica: 2009-09-27T14:02:00+02:00da straygor
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