Power come Hornish

Will Power ha vinto le prime due gare stagionali della IZOD IndyCar Series, risultato che non riusciva a nessuno dal 2001, quando Sam Hornish jr vinse le prime due gare della stagione e poi si andò ad aggiudicare il titolo. Rispetto a 9 anni fa la categoria è sicuramente molto più competitiva grazie alla reunion del 2008, ma certo il parallelo avrà fatto piacere al pilota australiano. Che adesso, dopo due gare, si ritrova con ben 44 punti di vantaggio sui più immediati inseguitori, ovvero un margine di quasi una gara. Se si dimostrerà competitivo sugli ovali, la superiorità che ha dimostrato in questa prima parte della stagione può diventare davvero preoccupante per gli avversari. Nei cittadini sembra quasi imbattibile, sugli stradali è al top, se prende punti pesanti anche sugli ovali diventa quasi imbattibile.

È stata una grande gara“, ha detto Power. “E’ il primo anno che io, il Team Penske e Verizon siamo insieme per l’intera stagione, e possiamo vincere il campionato. Sono davvero felice per tutti. Pit stop perfetti, buona gara, weekend perfetto, pole e vittoria. Non si può ottenere molto di meglio.” La gara è stata saggiamente sposata dalla domenica al lunedì per la violenta pioggia che si è abbattuta sulla Florida e che avrebbe messo a rischio piloti, commissari e pubblico, a causa dell’abbondante acqua e dei fulmini. La pioggia ha continuato a scendere fino a circa 90 minuti prima dell’inizio della gara. Una volta che il sole è uscito, la pista si è asciugata velocemente, anche se sono rimasti alcuni punti bagnati sul circuito. Power, partito dalla pole position, ha cominciato guardingo, aspettando che la pista si asciugasse. Il dominio del Team Penske alla fine è stato totale: primo posto con Power, terzo e quarto posto per Briscoe e Castroneves, tripletta evitata dal solito Justin Wilson, sempre al top quando si corre a St.Petersburg. “Ovviamente è stato un grande risultato complessivo per il Team Penske“, ha dichiarato Tim Cindric, presidente di Penske Racing. “Will ha fatto veramente una grande gara. Avere tre piloti nei primi quattro posti ci mette in una buona posizione per lottare per il campionato in queste prime fasi della stagione. Ma dobbiamo prendere una gara alla volta e continuare ad ottenere il massimo dalle giornate come oggi, quando le opportunità per fare un buon risultato si presentano.”

L’altro grande tema della giornata è stato il recupero di diversi piloti attardati dopo le qualifiche. Il più spettacolare è stato quello di Dario  Franchitti, ultimo dopo un testacoda nel primo giro e quinto alla fine, grazie anche una incredibile rimonta nel finale, risalendo in dodici giri dall’undicesimo al quinto posto. Ho avuto una buona partenza, ma ho fatto un errore nel primo giro. La vettura era abbastanza veloce per vincere oggi. Abbiamo anche forato e ho dovuto fare una sosta extra. Tra la gomma a terra e il mio testacoda, non è un brutto risultato finire al quinto posto“, questo il commento dello scozzese. Al contrario, giornataccia per il suo compagno di squadra Scott Dixon, che prima si è visto danneggiare il musetto da Moraes, e poi ha chiuso anzitempo la gara per un contatto contro il muro, confermando la sua luna storta sul circuito della Florida (anche l’anno scorso finì a muro, dopo un contatto con Mutoh). Grande rimonta anche di Ryan Briscoe, dopo che una cattiva scelta di gomme in qualifica lo aveva relegato al diciannovesimo posto. L’austaliano è risalito piano ma costantemente, terminando al terzo posto e facendosi perdonare il brutto errore in Brasile. Bella risalita anche per Rafa Matos e Danica Patrick, entrambi in fondo alla griglia ma capaci di risalire in gara grazie ad una buona strategia al pit, finendo al settimo e ottavo posto rispettivamente.

Dopo delle ottime qualifiche, in gara invece è calato notevolmente l’Andretti Autosport. La migliore è stata Danica, settima, mentre gli altri tre piloti hanno occupato i posti dal decimo al dodicesimo. In avvio, il più pimpante sembrava Marco Andretti, balzato in testa con un gran sorpasso al quarto giro, ma è stata una gloria breve, perché dopo il primo pit stop è retrocesso a metà gruppo anche a causa dei detriti dopo l’incidente di Dixon e Moraes che lo hanno costretto ad un pit stop fuori programma.

Gran protagonista della giornata è stato Justin Wilson, secondo quest’anno dopo aver dominato la gara del 2009 (dove poi giunse terzo). Wilson ha regalato così al Dreyer&Reinbold Racing il miglior risultato dal 2000, quando il co-propreitario del team Robbie Buhl vinse la gara inaugurale della stagione sul Walt Disney World Speedway. “Justin è la chiave della nostra crescita, per l’esperienza che porta dentro e fuori dalla macchina, e lo ha dimostrato oggi“, ha spiegato lo stesso Buhl in conferenza stampa. “Ora dobbiamo continuare a spingere perchè vogliamo fare tutto il possibile per vincere delle gare.”

Gara difficile per il KV Racing Technology, che si è ritrovato alla fine con due vetture distrutte ma anche con la delusione per EJ Viso. Diciassettesimo al traguardo, il pilota venezuelano era in corsa, se non per la vittoria, perlomeno per un arrivo tra i primi cinque quando un problema al cambio lo ha rallentato al giro 72 mentre si trovava in testa. Alla fine gli è rimasta la consolazione del giro più veloce. E’ un peccato per il team, perché abbiamo corso bene per tutto il weekend“, ha detto Viso. “Abbiamo sicuramente avuto la velocità, il ritmo ed una buona strategia di gara oggi. Eravamo in testa quando un problema meccanico ci ha bloccato. Questa è la parte difficile delle corse, un secondo prima hai tutto sotto controllo e un secondo dopo è tutto finito. Ma questo risultato non ci deve scoraggiare e dobbiamo puntare ad un buon risultato nella prossima gara a Barber.” Moraes è stato protagonista prima di un grave errore, quando ha voluto resistere in modo eccessivo a Dixon che era nettamente più veloce, danneggiando il musetto del neozelandese e forando a sua volta, finendo ad un giro dal resto del gruppo. In seguito è stato invece coinvolto suo malgrado in un incidente con Dan Wheldon, a causa del cedimento della sospensione posteriore destra della Dallara del pilota inglese. Particolare invece il caso di Takuma Sato, che per diversi giri ha chiesto ai box di rientrare per cambiare le gomme e il team gli ha detto invece di rimanere fuori, fino a quando il giapponese è finito a muro al giro 25. Aldilà delle singole responsabilità, i due devono fare attenzione se non vogliono che quella 2010 diventi per il loro team una stagione molto dispendiosa.

Power come Hornishultima modifica: 2010-03-31T18:02:41+02:00da straygor
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