L’America torna al vertice

Sembra incredibile, ma sono passati quasi due anni e 29 gare per vedere sul gradino più alto del podio un pilota americano in IndyCar. A spezzare questa sorta di maledizione ci ha pensato Ryan Hunter-Reay, vincitore domenica a Long Beach, che guarda caso era anche l’ultimo vincitore “autoctono”: l’ultima vittoria di un pilota americano risaliva infatti a Watkins Glen 2008, quando proprio Hunter-Reay trionfò guidando per un team di un grande delle corse americane, Boby Rahal. Adesso ha riportato al successo il team di un altro grande delle corse americane, Michael Andretti, che non vinceva anch’egli da quasi due anni (Richmond 2008, vittoria di Tony Kanaan). E’ stata la gara più divertente che abbia mai avuto, perché l’auto si è comportata così bene“, ha detto Hunter-Reay. “Amo questo posto. E’ dove ho ottenuto la mia prima vittoria come pilota (1986) e dove ho ottenuto la mia prima vittoria come unico proprietario“, il primo commento di Andretti.

Queste sono le due storie del weekend. Hunter-Reay veniva da un anno difficile, segnato dalla chiusura del Rahal-Letterman Racing e dalla morte della madre (a cui ha dedicato la vittoria). Tony George lo aveva firmato poco prima della gara di apertura della stagione 2009 a St. Petersburg per il Vision Racing. Dopo il secondo posto in quella gara, la sua stagione al Vision Racing è stata un disastro che è cresciuto costantemente ad ogni gara, fino a culminare in un orribile mese di maggio che lo ha visto mettere la macchina nel campo di un last minute sforzo eroico. Dopo Indianapolis, si liberò un posto nel team di AJ Foyt (e va sottolineato come Hunter-Reay abbia corso con tanti ex grandi piloti) per l’infortunio di Vitor Meira. Ma anche qui le cose sono andate non benissimo, a causa della scarsa consistenza tecnica del team. Durante l’ultima offseason, Hunter-Reay ha dovuto lottare per trovare un posto, nonostante lo sponsor per cui aveva firmato da un paio di anni, la IZOD, fosse diventato il title sponsor della categoria. Al momento, l’accordo con l’Andretti Autosport gli garantisce solo una programma parziale: dopo Indianapolis, Hunter-Reay al momento è sicuro di correre solo a Toronto e Homestead.

Questo risultato è incredibile, mettere tutto questo insieme con tutte le persone della IZOD in questo fine settimana è stato fantastico. Questa è una gara che significa molto per me. Questa è la ‘Indy 500’ degli stradali. Guardavo questa gara sin da quando era un ragazzino. Abbiamo lavorato tanto su questa vettura con questa squadra. Siamo alla nostra quarta gara, abbiamo appena cominciato“, questo il commento di Hunter-Reay a fine gara.

Per Michael Andretti sono stati due anni difficili. Il suo team è passato da essere il numero uno della categoria a perdere terreno dai rivali Penske e Ganassi, e farsi raggiungere da alcuni team provenienti dalla ChampCar come il KV Racing Technology e il Newman Haas Lanigan Racing. L’inizio di 2010 ha mostrato dei passi avanti: Hunter-Reay era primo a pochi giri dalla fine a San Paolo, Andretti ha dominato la scorsa settimana al Barber Motorsport Park. Paradossalmente, coi due piloti meno attesi. Kanaan sta correndo in modo costante, nessun acuto ma sempre nelle top 10. Il problema attuale è Danica Patrick, sempre nelle retrovie in tutte le gare, capace soltanto di un settimo posto a St.Petersburg grazie ad una tattica differente rispetto al resto del gruppo. Per Danica, mai a suo agio su stradali e cittadini, l’impressione è che sia poco efficace e convinta. Il dubbio che il pensiero della NASCAR la stia distraendo sta cominciando a sorgere in molti.

Ora Hunter-Reay si ritrova terzo in classifica, 43 punti dietro il leader Will Power. Eppure, il suo futuro è incerto. Nessuno sembra certo di cosa accadrà dopo Indianapolis. Difficilmente Michael Andretti può permettersi di far correre Hunter-Reay di tasca propria. Se IZOD non può o non intenderà intensificare la sua sponsorizzazione con un finanziamento aggiuntivo, la speranza è che alcune aziende americane scelgano di investire su quello che attualmente è il miglior pilota americano della categoria.

L’America torna al verticeultima modifica: 2010-04-19T22:32:55+02:00da straygor
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento