L’ultimo gp visto dagli occhi di un appassionato USA

 

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Il suicidio Ferrari ad Abu Dhabi domenica scorsa ha sicuramente dato da parlare e darà ancora tanto da parlare agli appassionati di motori, anche per via dell’imminente off-season in cui, in mancanza di gare e di botti di mercato, si dovrà pur parlare di qualcosa. Allora anche io dico la mia opinione sull’ultimo gp della stagione di Formula 1. Opinione di un appassionato di corse americane, che da tempo si è un po’ “disamorato” di questa Formula 1, sempre più lontana parente di quella che fu. Quest’appassionato USA ha colto almeno due stranezze nel gp di Abu Dhabi.

La prima stranezza riguarda le qualifiche. In tanti il sabato, dai giornalisti ai tifosi ma anche diversi addetti ai lavori, hanno esultato per un terzo posto in griglia di Alonso che, a detta di tutti, “regala mezzo mondiale” al ferrarista perchè Webber parte quinto. Se io non avessi mai visto un gp (perlomeno recente) di Formula 1 e dovessi ragionare normalmente, mi chiederei: “ma come? Mezzo mondiale? Ma ci sono due posizioni di differenza, mica venticinque. Domani Webber parte, si prende i suoi bei rischi e cerca di riportarsi in testa. Poi se gli va bene ok, se gli va male almeno ci ha provato.”

Ed invece no. Perché qui entra in gioco la seconda stranezza, di cui sono protagonisti lo stesso Webber ma soprattutto Alonso, che dopo la cappellata del box Ferrari si ritrova dietro ad un paio di vetture che normalmente girano uno/due secondi più lente. Una persona che non ha mai visto un gp di Formula 1 ma che è abituata a vedere IndyCar, NASCAR, Le Mans Series, WTCC, Gp2, Formula 3, DTM avrà pensato “ok, si sono presi un po’ di rischio, ma ora Alonso si mangia quelle due o tre vetture e torna quarto e in zona titolo.” Ed invece no. Perché il povero Alonso corre in una categoria che non gli permette, in una cinquantina di giri, di superare il pilota che gli sta davanti. Cioè, aldilà della cappellata del box Ferrari, il titolo di quella che sarebbe la più grande categoria automobilistica è sostanzialmente deciso dal fatto che in due ore di gara nessuno è riuscito ad effettuare un sorpasso.

Ora, mi scuseranno i tifosi ferraristi, ma permettetemi di dire che il gp di Abu Dhabi è stato comico. O grottesco, a seconda di come la si voglia vedere. Io mi sono fatto due risate già il sabato, e domenica ero completamente incredulo. Ma è possibile una categoria in cui il miglior pilota del mondo è impossibilitato da macchine e circuiti ad effettuare un sorpasso? Da appassionato di corse USA, io non capisco davvero tutto ciò. Io che ricordo finali in volata, che ricordo il finale di stagione 2008 della IndyCar in cui nella gara decisiva che assegnava il titolo uno dei contendenti al titolo parte ultimo e vince la gara (non il titolo, purtroppo per Castroneves), resto davvero perplesso. Ok, si correva su un ovale in cui sorpassare è semplice. Ok, i sorpassi non sono tutto nell’automobilismo. Ma caspita, io da “esterno” mi chiedo come sia concepibile che un titolo venga assegnato da un trenino di due ore in cui non succede nulla (a parte i pit stop). Che senso ha tutto questo?

Da vecchio fan della Formula 1 noto con amarezza come essa sia sempre troppo bloccata sulla politica e sugli affari. Sono 15 o venti anni che appassionati o giornalisti si ripetono sempre le stesse cose. “Le gare sono noiose”, qualcuno sostiene. “Ma vedrai l’anno prossimo, con la regola X e senza la regola Y lo spettacolo aumenterà e ci saranno più sorpassi”, risponde un altro. Anche quest’anno si diceva che le nuove regole dovevano portare spettacolo, invece mi sembra che la stagione 2010 abbia dimostrato che anche togliendo i rifornimenti non è cambiato nulla (anche perché non è che i sorpassi fossero a bizzeffe anche prima che i rifornimenti venissero introdotti). Come sempre, in due o tre gare ci sono anche stati dei sorpassi, ma per il resto zero. Persino in Corea, sotto la pioggia, di sorpassi veri (ovvero senza speronamenti e senza lunghi di Hamilton) ce ne sono stati pochissimi. Da un appassionato di una categoria di corse in cui ci si lamenta se ci sono stati solo venti (metto un numero a caso) sorpassi in una gara, mi chiedo che senso abbia tutto questo? Qual è il motivo per cui una categoria del genere continua ad esistere, se da vent’anni non ha cambiato nulla di quelli che sono i suoi problemi. Sembrano un pò i discorsi che si fanno nella nostra politica, ed infatti resto convinto che, per un motivo o per l’altro, la Formula 1 sia gestita in modo molto “italiano”.

E sempre per parafrasare un noto politico (o pseudo tale) italiano, ma agli occhi di un appassionato USA la Formula 1 è morta. La Formula 1 sopravvive perché è fortissima mediaticamente ed ha degli ottimi agganci coi neo-ricchi del ventunesimo secolo, oltre che grazie a qualche giochino più o meno sottobanco come quello fatto per ammettere al via i tre team “minori” per rimpolpare lo schieramento. Ma dal punto di vista sportivo, a me questa Formula 1 appare morta, se decide il titolo perché il suo miglior pilota in due ore non può fare un sorpasso.

L’ultimo gp visto dagli occhi di un appassionato USAultima modifica: 2010-11-16T16:59:00+01:00da straygor
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