IndyCar – Dubbi e conferme sul ritorno di Bourdais

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La notizia ha sorpreso tutti, visto che fino alla scorsa settimana non c’era stato alcun rumor riguardante un possibile ritorno negli USA di Sebastien Bourdais. Il pilota francese è sceso in pista lunedì a Sebring con il Dale Coyne Racing, col quale è in trattativa per la prossima stagione, come confermato dallo stesso Dale Coyne nel tardo pomeriggio di martedì, anche se nulla è stato ancora stabilito. L’ingaggio di Bourdais sarebbe comunque con ogni probabilità per un programma limitato di gare. Eventualmente Bourdais verrebbe solo per correre sui circuiti stradali, ha dichiarato Coyne. Lui ha il suo impegno con la Peugeot per la Le Mans Series, il che rende una stagione completa impossibile. Egli sarebbe disponibile per gli stradali, ed è su quello che le nostre discussioni sono incentrate. Coyne ha confermato l’intenzione di mettere in campo di nuovo due vetture, e i candidati per i volanti sono quindi Bourdais, Martin Plowman, che ha provato a Sebring anche lui nella giornata di lunedì, e il Rookie Of The Year del 2010 Alex Lloyd. Lo sponsor principale di una delle vetture sarà come nello scorso anno Boy Scouts of America. L’intenzione del nostro team è schierare due vetture, ha confermato Coyne. Avere un pilota come Sebastien a rappresentare BSA porterebbe un sacco di attenzione per i Boy Scout. Tutto è possibile in questo momento: Plowman fatto un ottimo lavoro e Alex certamente non è fuori del nostro quadro. Direi che in due settimane ne sapremo di più e potremmo annunciare i nostri piani.

Oltre che sorprendere, la notizia del ritorno negli USA di Bourdais ha anche diviso gli appassionati. Bourdais è stato sicuramente la più grande star degli ultimi anni della Champ Car, vincendo quattro titoli consecutivi nel periodo 2004-2007 e quasi la metà delle gare (31 su 72). Gran parte della controversia tra gli appassionati nasce però da dove ha corso dopo quei risultati, oltre al fatto che negli ultimi anni la Champ Car era diventata ben poca cosa. La carriera di Bourdais in Formula 1 è stata abbastanza deludente: in 27 gare con la Scuderia Toro Rosso il pilota francese ha raccolto appena sei punti. Dopo l’appiedamento da parte della Toro Rosso, si è diviso tra la Superleague Formula e la Peugeot LMP1, vincendo lo scorso anno la 1000 km di Spa nella Le Mans Series e tre gare nella Superleague. Numeri ben lontani dalle sei pole e otto gare vinte solo nella Champ Car World Series del 2007.

Dopo anni in cui si è dichiarato non interessato, adesso Bourdais sembra intenzionato ad accettare un’opportunità in IndyCar. Maquesta possibilità sta reazioni contrastanti da parte dei fan. Alcuni si chiedono perché piloti del calibro di Tomas Scheckter o Dan Wheldon, che in questi anni hanno dimostrato ripetutamente la loro competitività, e che al momento sono a piedi, dovrebbero essere scavalcati da Bourdais, che perdippiù non porta sponsor. D’altra parte, non si vincono 31 gare e quattro campionati in cinque anni se non si ha talento. L’arrivo di Bourdais in IndyCar (dove tecnicamente ha corso solo una gara, la Indy 500 del 2005, anche se la riunificazione dei palmares delle due categorie lo renderebbe uno dei piloti più vincenti della storia della categoria) può portare comunque nuova linfa ad un campionato, quello del 2011, che rischia inevitabilmente di essere visto esclusivamente come un ponte verso la stagione 2012, quella dei grandi cambiamenti.

IndyCar – Dubbi e conferme sul ritorno di Bourdaisultima modifica: 2011-02-03T12:38:00+01:00da straygor
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