IndyCar – Indianapolis 500: I pronostici

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Tradizionalmente, si sa, la 500 Miglia di Indianapolis è una gara apertissima e dal pronostico molto difficile. Difficilmente nella sua storia ha prodotto risultati scontati, ed anche quando a vincere sono stati i favoriti, la vittoria non è mai arrivata in maniera semplice. Ma l’impressione è, con il nuovo regolamento che ha visto esordire le nuove vetture e i nuovi motori, mai come quest’anno tutti i piloti presenti in griglia, con l’eccezione dei due motorizzati Lotus, possano vantare qualche concreta chance di vincere. Andiamo allora a delineare il quadro dei possibili pronostici.

I FAVORITI

Andretti Autosport – Dopo un paio di anni in cui il team di Michael Andretti ha trascorso il mese di Maggio tra difficoltà e velocità che non arrivavano, quest’anno si è ritornati il passato. Al vertice dei tempi sia in assetto da corsa che in quello da qualifica,  James Hinchcliffe, Ryan Hunter-Reay e Marco Andretti sono probabilmente i piloti da battere Domenica. Il potenziale del team è dimostrato dalla competitività di Ana Beatriz, tredicesima in griglia e spesso attorno alla top 10 nelle libere. Il team è preparatissimo e in questi anni ha sempre corso bene, sbagliando poco e andando spesso aldilà di quanto le prestazioni mostrate promettevano. Adesso che hanno le vetture più veloci, devono confermarsi. Potrebbe prospettarsi una situazione 2007, in cui dominarono la corsa. Menzione speciale: Marco Andretti; è stato veloce praticamente tutti i giorni, è carico a palla e ad Indianapolis ha sempre corso nelle prime posizioni. Potrebbe essere il suo anno, a patto che sconfigga finalmente la sfortuna che perseguita gli Andretti ad Indy.

Team Penske– Dopo una settimana di prove non brillantissime, quando si è arrivati alle qualifiche sono improvvisamente riemersi. In assetto da gara non sono sembrati velocissimi, ma potrebbero essersi nascosti. Devono riscattare una edizione 2011 disastrosa, e solitamente Penske non sbaglia due 500 Miglia di fila. Menzione speciale: Helio Castroneves; gran maestro di Indy, è alla ricerca della quarta vittoria ad Indy che lo proietterebbe nella leggenda. Ha iniziato la stagione in maniera strepitosa, e la possibilità di agganciare Foyt, Unser e Mears potrebbe dargli la spinta finale per la vittoria.

GLI INSEGUITORI

Josef Newgarden– E’ stato costantemente nelle posizioni di vertice nelle giornate di prove dedicate alla gara, e l’unico dei motorizzati Honda a salvare la faccia nelle qualifiche. La sua vettura è sembrata la più a suo agio nelle scie e nel traffico. Il team è preparato ed entusiasta. Il dubbio è se un ragazzino di poco più di venti anni riuscirà a sopportare la pressione di essere uno dei favoriti per la vittoria, e come riuscirà a districarsi in mezzo a tutte le situazioni che si vengono a creare durante una gara lunga e complessa come la 500 Miglia di Indianapolis. Da questo punta di vista, le prime gare della stagione hanno fatto sorgere qualche dubbio. Ma ha la velocità, la vettura e la squadra per sorprendere.

Team Ganassi – Bisogna capire se il disastro delle qualifiche è stata pretattica o reale difficoltà. I tanti giri percorsi durante il Pole Day e poi nella giornata di domenica farebbero pensare che qualche dubbio nel team ce l’abbiano. Se si guarda però ai giorni precedenti, la situazione era l’opposta, con le vetture di Ganassi (specialmente quelle del “team B”) costantemente nella top 10. Quale sarà dunque la verità? Menzione speciale: Graham Rahal; come detto, il “team B” è stato spesso nella top 10 durante le prove e costantemente più veloce del team principale. Rahal è sempre stato veloce ad Indy (è reduce dal terzo posto 2011), ma è anche finito spesso a muro (2008 e 2009). Se l’andazzo è quello degli ultimi anni, ha tutte le carte in regola per ripetere la vittoria di papà Bobby nel 1986.

JR Hildebrand – Non inganni il diciottesimo posto in griglia. Il pilota del team Panther è sempre stato veloce nelle giornata di prove, spesso tra i primi 10, e in prova probabilmente ha soltanto pensato a non combinare guai. Il suo team ad Indy è reduce da quattro secondi posti consecutivi, l’ultimo proprio con Hildebrand nell’incredibile finale 2011. Il pilota americano è spinto dalla voglia di vendetta, dopo aver perso la corsa dello scorso anno con l’incidente all’ultima curva. Corre bene, anche quest’anno ha già ottenuto dei buoni risultati, può essere uno dei protagonisti del futuro, già a partire da quest’anno.

GLI OUTSIDER

KV Racing Technology – Come nel caso del Team Penske, anche per gli uomini di Vasser sono state delle prove non molto brillanti, ma delle qualifiche splendide in cui sono risorti fino ad occupare le posizioni dall’ottava alla decima. Ha sorpreso soprattutto Barrichello, spesso tra gli ultimi ma che in qualifica è volato fino alla decima piazza. Dove starà la verità? Perché non hanno brillato nelle prove? Per mancanza di velocità, o magari perché hanno lavorato maggiormente sui consumi, che potrebbero rivelarsi la vera arma vincente in mano ai motorizzati Chevrolet? Menzione speciale: Tony Kanaan; probabilmente tutti gli appassionati della IndyCar sarebbero contenti nel vederlo vincere. Se lo merita, dopo tutti questi anni, e sarebbe una bellissima storia se lo facesse ora che non è più tra i favoritissimi.

Dale Coyne Racing– Per uno dei team più “storici”, ma anche più piccoli, della IndyCar la vittoria sarebbe il sogno dopo tutti questi anni passati a lottare nelle retrovie. Entrambi i piloti hanno mostrato un buon passo nelle prove e sono stati lontani da problemi e incidenti. Menzione speciale: Justin Wilson; anche in questo caso, la posizione in griglia non deve ingannare; nelle prove in assetto da gara è andato molto bene. Non è uno specialista degli ovali, ma se ce ne è uno dove è spesso andato bene quello è Indianapolis. Sia Wilson che la squadra hanno ormai l’esperienza per tentare il colpaccio. Nel 2010 Wilson restò per diversi giri in testa, e il team chiuse quarto con Alex Lloyd. Con l’incertezza che regna quest’anno, non è da escludere qualche clamoroso exploit.

Takuma Sato– Un altro che è risultato penalizzato dalla debacle dei motori Honda in qualifica, ma che durante le prove era andato più che bene. E’ reduce dal primo podio in carriera, e quest’anno sembra aver eliminato quegli eccessi di irruenza che lo avevano portato negli anni scorsi ad avere un gran numero di incidenti. Forse non è il pilota più indicato per gestire una gara complessa come la 500 Miglia di Indianapolis, ma il team di Boby Rahal, al ritorno full time nella serie dopo tre anni di assenza, ha una grande esperienza ed è subito tornato a suo agio nel mondo della IndyCar.

Sam Schmidt Motorsports– In ombra per tutte le prove ed anche per le qualifiche, il team che l’hanno scorso ottenne la pole position è sembrato tra i più in difficoltà. Ma può vantare un’accoppiata di piloti molto efficace, un veterano e un rookie emergente, e la preparazione del team può essere un punto fondamentale in gara. Pagenaud ha iniziato la stagione in maniera strepitosa sugli stradali, adesso deve provare di trovarsi a suo agio anche sugli ovali. Menzione speciale: Townsend Bell; ormai da anni è un esperto di Indianapolis, e da tre anni corre con questa squadra. Durante tutto il mese di Maggio non ha brillato, ma è un pilota esperto e che ad Indianapolis è reduce da ottime prestazione (quarto nel 2009, a muro lo scorso anno quando era comunque nelle prime posizioni).

AJ Foyt Racing– Ha dovuto aspettare addirittura il Bump Day per qualificare entrambe le vetture, ma durante le prove non era andato male. E’ alla ricerca di un risultato di prestigio che lo riporti in auge. Quest’anno ha una coppia di piloti bizzarra, un rookie e uno specialista degli stradali, ma non è da escludere che in questa Indy 500 così incerta non possano giocare un ruolo importante. Menzione speciale: Wade Cunningham; ha vinto tre volte la Freedom 100, la gara Indy Lights che si disputa il venerdì; lo scorso anno, alla seconda gara in assoluto in IndyCar, arrivò settimo. Ha le capacità per sorprendere e per lottare almeno per il titolo di Rookie of the Year. Durante le prove è stato quasi sempre più veloce del compagno di squadra Conway.

GLI UNDERDOGS

Oriol Servia– A causa del violento botto del Pole Day sarà costretto a partire nelle retrovie, ma lui stesso ha ammesso che senza l’incidente avrebbe potuto puntare ad un posto tra i primi 9. Il passaggio dai motori Lotus a quelli Chevrolet lo ha rivitalizzato e fatto tornare ai suoi standard, ovvero quello di uno dei migliori piloti tra quelli a disposizione dei piccoli team. L’appoggio di un team esperto ed efficace ad Indy come il Panther Racing è un ulteriore punto a suo favore. Lo spagnolo va tenuto d’occhio.

Sebastien Bourdais – Fermo per tanti giorni, appena sono arrivati i motori per la sua squadra è subito stato veloce. Ad Indianapolis ha corso una volta sola, nel 2005, finendo a muro a pochi giri dalla fine quando era quarto. Per molti meriterebbe un posto in un top team, e lotterebbe per il titolo. Domenica può dimostrare cosa è in grado di fare, anche se lui stesso ha ammesso che la sua vera stagione comincia a Detroit.

Alex Tagliani – Un altro di coloro che hanno lasciato i motori Lotus, per passare a quelli Honda, il poleman 2011 ha passato le prove nella parte medio-bassa della classifica. Poi improvvisamente nelle qualifiche è risorto, cosa strana visto che i motori Honda hanno tutti peggiorato, e partirà undicesimo. Il team ha vinto a sorpresa lo scorso anno, è difficile che si ripeta ma ha un anno e l’esperienza di squadra a tempo pieno in più per legittimare le proprie speranza.

Bryan Clauson – Parte trentunesimo, ma la posizione in griglia è bugiarda. Nei giorni di prova non è stato molto distante dal compagno di squadra Newgarden. E’ alla prima gara in assoluto in IndyCar, e quindi dovrà imparare tutto. Ma sarà spinto dall’affetto dei fan, che lo hanno eletto subito come uno dei loro favoriti, anche per l’estrazione tipicamente americana del suo curriculum di corse.

Ana Beatriz&Charlie Kimball– Sono i quarti piloti di due dei team più forti, ma durante le prove sono stati tutt’altro che l’ultima ruota del carro. Sia la Beatriz che Kimball sono stati spesso tra i più veloci della propria squadra e nella top 10. Probabilmente non hanno né l’esperienza né il talento per puntare troppo in alto, ma almeno la velocità hanno dimostrato di averla.

Ed Carpenter – Per uno specialista degli ovali come lui, il mese di Maggio finora è stato un disastro, culminato con lo spettacolare incidente durante il Pole Day. Non ha mostrato un gran passo né una grande velocità durante le prove. Ma per il fatto di essere un “prodotto” totalmente americano (pilota, squadra, sponsor, ingegneri sono tutti a stelle e strisce) lo rende uno dei favoriti del pubblico. E va ricordato che l’ultima gara su ovale, Kentucky 2011, l’ha vinta lui, e ad Indianapolis ha ottenuto ottimi risultati.

IndyCar – Indianapolis 500: I pronosticiultima modifica: 2012-05-25T09:57:00+02:00da straygor
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