IndyCar – Power Ranking in vista di Indianapolis

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Con la prima giornata di prove libere che riguarderà principalmente il Rookie Orientation Program, inizia sabato il cammino della edizione n.97 della 500 Miglia di Indianapolis. La gara rappresenta la quinta prova stagionale della IZOD IndyCar Series. Le prime quattro hanno mostrato una grande incertezza, con diverse gare che hanno visto arrivi incerti fino all’ultima curva. Questo il nostro personale Power Ranking al momento:

  1. Marco Andretti – probabilmente non è un bene per lui, ma quest’anno è molto in palla e ad arriva da favorito alla gara che da sempre rappresenta una maledizione per la sua famiglia. Di solito ha corso meglio quando è partito sfavorito, ma la nuova veste da ragioniere mostrata quest’anno potrebbe rivelarsi finalmente l’arma vincente;
  2. James Hinchcliffe – due vittorie e due ritiri in quattro gare, il canadese deve ancora mostrare esattamente il suo livello su un ovale. Già l’anno scorso era stato velocissimo, quindi l’esser diventato un pilota vincente potrebbe metterlo nella giusta posizione per puntare al colpo grosso;
  3. Scott Dixon – in un inizio di stagione in cui incredibilmente né i piloti Ganassi né quelli Penske hanno ancora vinto una gara il neozelandese si è rivelato il più costante. Sulla sua classifica pesa anche la gara di Long Beach, in cui è dovuto partire dal fondo;
  4. Takuma Sato – la sorpresa più grande di questo inizio campionato, che guida grazie ad una vittoria ed un’altra persa all’ultima curva. Lo scorso anno uscì all’ultimo giro mentre attaccava Franchitti per la vittoria. Il tallone d’achille potrebbe essere questa volta il team, ritornato improvvisamente al vertice dopo anni di mediocrità;
  5. Helio Castroneves – due podii ed una vittoria sfiorata a St.Petersburg. Il brasiliano punta alla quarta vittoria ad Indy, dove ha sempre reso di più che in tutto il campionato. Viene dal disastro di San Paolo, ma attualmente sembra l’unico dei tre piloti Penske in grado di puntare alla vittoria;
  6. Justin Wilson – un podio a Long Beach rimontando dalle retrovie, un errore a San Paolo quando poteva arrivare tra i primi 5 sono il punto più alto e quello più basso di questo suo inizio stagione. Non è mai sembrato in grado di puntare alla vittoria, ma al tempo stesso è stato costante. E nel 2012 è diventato pure un pilota da ovali. In una stagione di sorprese una sua vittoria non sarebbe poi neanche tanto speciale;
  7. Ryan Hunter-Reay – un solo arrivo nella top 10, ed è stata la vittoria in Alabama. Per il campione IndyCar 2012 è stato un inizio di stagione sottotono, ma il suo team è in palla è lui né è pur sempre il leader;
  8. Dario Franchitti – un inizio stagione deludente, come nel 2012, quando poi arrivò la vittoria ad Indy. E’ un pilota troppo esperto e furbo per non poter essere messo tra i favoriti, in più con lo stimolo extra della quarta vittoria leggendaria;
  9. Ed Carpenter – ingiudicabile finora, vista la sua avversione per stradali e cittadini, dove comunque qualche miglioramento l’ha mostrato. Sugli ovali è invece uno specialista. Ha vinto l’ultima gara 2012, ha una squadra compatta e che lavora tutta per lui, corre in casa. Non sarebbe una sorpresa vederlo in Victory Lane;
  10. Ryan Briscoe – prima (e presumibilmente unica) gara stagionale per l’australiano, poleman 2012. Ha il miglior pacchetto possibile, e la rabbia per essere rimasto senza un sedile potrebbe essere la spinta giusta per un risultato che coronerebbe una carriera in cui ha ottenuto meno di quanto il talento avesse promesso;
  11. Tony Kanaan – un inizio stagione di alti e bassi, ma ad Indianapolis ha sempre corso bene. Il problema è che però non ha neanche mai vinto. Ma la sua esperienza in una gara così complessa ed imprevedibile può tornare sempre utile;
  12. E.J. Viso – sulla carta non ha nulla del pilota che può vincere ad Indy, troppo spericolato e poco capace di gestire le cose. Ma corre per l’Andretti Autosport, il team più in palla di questo inizio stagione, ed infatti le sue prestazioni si sono impennate. Ed è comunque un pilota molto veloce;
  13. Oriol Servia – potrebbe essere l’ultima gara della stagione visto i problemi finanziari della sua squadra. Ma il pilota spagnolo nelle difficoltà si esalta, come visto anche quest’anno. Una sua vittoria sarebbe l’ennesima bellissima storia di un luogo leggendario come Indianapolis;
  14. Townsend Bell – ormai diventato uno specialista di Indianapolis, è un pilota capace di ottenere prestazioni e risultati anche con poco. Quest’anno cambia squadra, e anche se piccolo, il Panther Racing ha sempre corso da protagonista ad Indy;
  15. Will Power – inizio di stagione disastroso, tra errori, problemi tecnici e sfortune. Ma neanche la velocità è sembrata quella di un tempo. Lo tira su solo il potenziale del team, enorme. Su un ovale ha solo una vittoria in una mezza gara, quindi la sua situazione non è esattamente quella che ci si aspetterebbe. Una vittoria ad Indy cambierebbe ovviamente tutto;
  16. Simon Pagenaud – un inizio di stagione un po’ deludente, ma ha anche tre arrivi nella top 10 e un ritiro per problemi tecnici. Forse paga un attimo la fase di assestamento di un team passato da 1 a 2 vetture full time. Ma nel 2012 ha mostrato che anche sugli ovali è un pilota che può puntare in alto;
  17. Josef Newgarden – finalmente in questo 2013 stanno arrivando anche i risultati. Lo scorso anno era stato velocissimo nelle libere e qualifiche, per poi sparire in gara. Con un anno di esperienza in più può puntare al top, vista anche la squadra molto compatta e la spinta del tifo di un alrgo numero di fan;
  18. Charlie Kimball – un inizio di stagione in cui si è dimostrato un pilota da medio-alto livello. Corre per un top team (anche se per la squadra B), e questo potrebeb aiutarlo, anche se sugli ovali deve ancora mostrare qualcosa;
  19. JR Hildebrand – dopo il disastro di St.Petersburg è riuscito a migliorare le sue prestazioni, specialmente in gara. Pesa ancora l’errore del 2011, ma va considerato il fatto ce è un pilota giovane con un team non certo di punta;
  20. AJ Allmendinger – se fosse per i risultati ottenuti nelle due gare disputate sarebbe molto più giù, ma tre fattori gli danno fiducia: 1) il potenziale del team; 2) la lontananza per tanti anni dalle monoposto richiede comunque una fase di riadattamento piuttosto lunga; 3) in NASCAR si corre quasi solo sugli ovali, quindi potrebbe trovarsi più a suo agio qui che rispetto ad altre piste;
  21. Graham Rahal – se si esclude Long Beach, in questo inizio di stagione non è mai esistito. Ad Indianapolis è sempre stato veloce, ma ha anche commesso molti errori. Il correre con il team del padre, che ad Indy è sempre competitivo, potrebbe aiutarlo, anche se le sue quotazioni sono in calo;
  22. Alex Tagliani – una delle delusioni principali del 2013. Può contare sulla esperienza sua e del team per raddrizzare una stagione finora disastrosa;
  23. Tristan Vautier – grandissimo potenziale ancora non concretizzato. Sembra un po’ il Newgarden del 2013;
  24. Carlos Munoz – attenzione al leader del campionato Indy Lights, è molto veloce e corre per il team che finora ha vinto 3 gare su 4. Perlomeno dal punto di vista velocistico potrebbe essere una sorpresa;
  25. Buddy Rice – se ci sarà può puntare ad un buon risultato, grazie anche ad un team esperto e preparato;
  26. Simona de Silvestro – un inizio di stagione positivo, ma sugli ovali non è proprio a suo agio;
  27. Sebastian Saavedra – qualche bella qualifica, e in generale meglio del compagno di squadra più esperto. Ma non ha l’esperienza, la squadra e probabilmente neanche il talento per gestire una gara come Indianapolis;
  28. Sebastien Bourdais – al momento praticamente non pervenuto, ha mostrato più difficoltà persino rispetto al suo compagno di squadra più inesperto;
  29. Michel Jourdain Jr – per un pilota che non correva da anni ad un certo livello lo scorso anno non è neanche andato male;
  30. James Jakes – il passaggio ad un team migliore non ha migliorato le sue prestazioni;
  31. Pippa Mann – prima gara in assoluto con queste vetture. Non corre dal 2011. Un team che schiera per la prima volta 3 vetture. Troppe incognite su di lei;
  32. Conor Daly – è un rookie  assoluto quindi un pronostico su di lui è completamente al buio. E non ha mai corso su un ovale ad alto livello;
  33. Buddy  Lazier – non corre da 4 anni. Già esserci, con la propria squadra, è un gran risultato;
  34. Ana Beatriz – meno di niente finora. Forse sugli ovali potrà mostrare qualcosa.
IndyCar – Power Ranking in vista di Indianapolisultima modifica: 2013-05-10T09:36:00+02:00da straygor
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