IndyCar – Indy 500, i pronostici

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La 500 Miglia di Indianapolis che si andrà a correre domenica 26 Maggio sarà come da tradizione una gara dal pronostico quasi impossibile. Le vetture e i motori introdotti lo scorso anno hanno poi ulterioramente reso le cose più complicate, dando praticamente ad ognuno dei 33 piloti al via una chance di puntare al successo. Andiamo quindi a delineare, per quanto possibile, il quadro dei possibili pronostici.

I FAVORITI

Andretti Autosport  Come l’anno scorso, anche quest’anno il team di Michael Andretti ha dominato le prove libere, mancando però la pole position. Arriva dopo 3 successi in quattro gare, anche se anche in questo caso c’è il neo della classifica che non vede nessuno dei suoi piloti in testa. Tutti sembrano comunque in grande forma: James Hinchcliffe ha vinto due gare (nelle altre due si è ritirato) con grande autorità, vincendo le resistenze di due ossi duri come Castroneves e Sato, deve però ancora dimostrare di essere un top driver sugli ovali; Marco Andretti sta ribaltando una stagione 2012 disastrosa con un 2013 da ‘ragioniere’ che lo ha portato al vertice, adesso deve dimostrare questa nuove doti anche ad Indy dove spesso ha avuto la vettura da battere (come lo scorso anno) ma non l’ha saputa sfruttare; Ryan Hunter-Reay ha vinto in Alabama ed è sempre il leader tecnico della squadra; EJ Viso è stato finalmente non solo veloce, ma anche consistente. Menzione speciale: Carlos Munoz; è un rookie su cui c’erano tanti dubbi sulle sue capacità di adattamento al salto di categoria. Poi è stato velocissimo per tutti i giorni di prove libere, e c’erano dubbi sulla sua capacità di essere consistente in qualifica. Poi ha ottenuto il secondo tempo in griglia. A questo punto perché non dargli fiducia e credere nel colpaccio?

Team Penske – Alla fine sono sempre tra i favoriti. Sono andati bene ma non benissimo nelle prove libere, ma poi nelle qualifiche si sono riportati tutti nelle prime posizioni. Menzione speciale: Helio Castroneves; il problema è che dei tre piloti, l’unico veramente da considerare tra i favoriti è il brasiliano, sempre fortissimo ad Indy ed alla ricerca della quarta, leggendaria vittoria. Will Power sta vivendo una stagione da psicodramma dopo tre anni in cui ha perso il titolo all’ultima gara, e sugli ovali è sempre poco a suo agio. AJ Allmendinger è un rookie, viene dalla NASCAR, si è anche adattato bene nelle libere ma la gara è tutta un’altra cosa. Resta il solo Castroneves, che ad Indy è una sicurezza e che anche quest’anno ha iniziato il campionato bene e con prestazioni costanti, anche se senza particolari acuti.

GLI INSEGUITORI

Ed Carpenter – Un pilota che parte dalla pole non può che essere considerato uno dei favoriti. La prima posizione in griglia è arrivata un po’ a sorpresa, dopo prove non brillantisssime, anche se comunque buone. È un maestro degli ovali, ha vinto l’ultima gara dello scorso anno su ovale in California, ha l’esperienza e la preparazione del team per puntare al risultato che coronerebbe una carriera in pieno ‘old style’ che tanto piace agli americani. Ed infatti è uno dei favoriti dei fan.

Team Ganassi – Scott Dixon ha iniziato molto bene l’anno, anche se è mancata la vittoria ed avrebbe meritato risultati miglioti. Sarebbe il favorito numero 1 se non fosse che dopo le prove il team si trova in una situazione fotocopia del 2012. Prove anonime, qualifiche altrettanto. L’anno scorso sembrava un disastro, finì che dominarono la gara e fecero doppietta. Si ripeterà anche quest’anno la stessa situazione? Menzione speciale: Dario Franchitti; e l’anno scorso chi vinse? Franchitti. Il pilota scozzese è troppo esperto e furbo per non pensare che prima o poi possa uscire fuori, specialmente con lo stimolo della quarta vittoria. Anche quest’anno ha iniziato la stagione così così, ma ormai è diventato un maestro di Indianapolis, dove ha vinto sia di strategia (2010), sia di forza (2012) sia di ‘fortuna’ (2007). E poi, guardando i numeri, è all’interno della ‘regola Mears’: il pilota americano vinse le sue 4 500 Miglia ad intervalli regolari di tempo (rispettivamente a 4, 3 e 2 anni di distanza), lo scozzese pure (rispettivamente a 3 e 2 anni di distanza…vincerà dopo 1 anno?). Forse non conta nulla, ma Indianapolis è una gara in cui certi numeri contano.

Panther Racing – Non ingannino le posizioni in griglia non brillantissime, il Panther Racing ha portato spesso tutti e tre i suoi piloti nelle prime posizioni durante le prove libere. Ha una squadra fortissima, tre piloti esperti e veloci, e la squadra ad Indy è sempre andata alla grande (4 secondi posti consecutivi dal 2008 al 2011). Menzione speciale: Oriol Servia; per il pilota spagnolo potrebbe essere l’ultima gara stagionale. È probabilmente il pilota più sottovalutato della IndyCar. Nessuno lo considera mai per un top team, ed invece riesce sempre a portare a casa risultati che molti piloti in squadre più blasonate non ottengono. Lo scorso anno ad Indy, alla prima gara con i motori Chevrolet, arrivò tra i primi cinque. Detto sinceramente: magari Penske lo avesse in una delle sue vetture!

Takuma Sato – L’inizio del 2013 del pilota giapponese è stato quanto di più imponosticabile si possa immaginare. Una vittoria ottenuta ed un’altra sfuggita all’ultima curva, con un team che non vinceva da 10 anni, e la leadership della classifica. Lo scorso anno perse la 500 Miglia all’ultimo giro, causa un eccesso di foga. Quest’anno nelle prove è rimasto un po’ in ombra, ma a questo punto non può essere sottovalutato.

GLI OUTSIDER

Justin Wilson – Prove bruttarelle per il pilota inglese, anche se ogni tanto si è visto nelle prime posizioni. Tutto sommato ha salvato la situazione in qualifica. Però è ormai diventato un pilota da tenere d’occhio anche sugli ovali, dopo la vittoria dello scorso anno in Texas. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Servia: magari Penske lo avesse in una delle sue vetture!

Tony Kanaan – Prove in sordina per il pilota brasiliano, un po’ come il suo inizio di stagione. Ma la sua esperienza non può che essere un fattore ad Indianapolis. Resta sempre il dubbio che il team, il KV Racing Technology, non rispetti in pieno le promesse. È probabilmente il favorito nell’affetto dei fan, che vorrebbero finalmente vedergli coronare il sogno di una vita in una gara che ormai è una maledizione per lui.

Sam Schmidt Motorsports – Altra squadra che nelle prove e nelle qualifiche ha deluso molto. Ma è un team che ha esperienza, talento, entusiasmo e rispetto per Indy per pensare che non possa risollevarsi in gara. Menzione speciale: Simon Pagenaud; l’inizio di stagione del pilota francese è stato un pò sottotono, anche per qualche problema tencico, ma lui è sempre stato grintoso. Sugli ovali si è adattato bene. Altro pilota che merieterebbe un sedile in un top team. Magari potrebbe vivere una situazione simile a quella di Arie Luyendyk nel 1990: eterna promessa, vinse la sua prima gara in assoluto addirittura alla 500 Miglia di Indianapolis e diede una svolta alla sua carriera.

Ryan Briscoe – Unica gara del 2013 per il pilota australiano, che dopo delle buone prove in qualifica è sparito. Inutile dire che una sua vittoria sarebbe una grande storia, dopo essere stato scaricato da Penske e aver perso il posto full time nella serie. Lui dice di sentirsi sempre un pilota IndyCar, ed una vittoria ad Indy lo aiuterebbe e ritrovare un posto nella categoria, magari l’anno prossimo.

GLI UNDERDOGS

Sebastien Bourdais – E’ rimasto sornione per tutte le prove, mai al top ma sempre a metà gruppo, e poi ha ottenuto una bella qualifica. Nonostante il palmares, ad Indianapolis è solo alla terza apparizione: nel 2005 finì a muro a pochi giri dalla fine quando era quarto, lo scorso anno fu azzoppato dalla scarsa esperienza coi motori Chevrolet dopo l’abbandono dei Lotus. Come per Kanaan, anche in questo caso sembra che il problema principale sia la scarsa consistenza del team.

Alex Tagliani – Inizio di stagione disastroso, per risultati e prestazioni. Prove così così, qualifiche positive invece dove è stato il migliore dei motori Honda. Però è un pilota da non sottovalutare, così come la sua squadra. Hanno esperienza e talento per un risultato che potrebbe svoltare la stagione.

Rahal Letterman Lanigan Racing – Definire finora disastroso il mese di Maggio è usare un eufemismo. Il team di Bobby Rahal è sempre stato nelle retrovie, sia in prova che in gara, ed ha già perso un pilota, Jourdain, unico dei non qualificati. La cosa sorprende, per un team solitamente sempre competitivo ad Indy. Menzione speciale: Graham Rahal; ha disperatamente bisogno del risultato che raddrizzi una carriera che da promettente sta lentamente scivolando verso l’anonimato. L’inizio di stagione è stato altalenante, riscattato solo dal podio di Long Beach. Ad Indy ha alternato ottime prestazioni ad una serie di botti. Urge cambiamento di rotta.

Josef Newgarden – Situazione opposta a quella del 2012. Lo scorso anno fu velocissimo in prova e sparì in gara. Quest’anno è stato sempre nelle retrovie, così magari potrebbe cambiare il corso delle cose in gara. Inoltre, questo 2013 gli sta regalando quei risultati che gli erano mancati lo scorso anno. Il team è preparato ed entusiasta, e supportato dai fan. La sua vittoria sarebbe una delle più gradite dai fan, per lui e per il suo ‘boss’, Sarah Fisher.

Charlie Kimball – Sempre a centro gruppo, ma in mezzo ai suo più quotati compagni di squadra Dixon, Franchitti e Briscoe. È un pilota che sta diventando molto costante, un ‘ragioniere’ più che un pilota aggressivo, il che potrebbe rappresentare sia una forza che un limite. Magari non vincerà, ma un buon risultato potrebbe comunque portarlo a casa.

GLI ALTRI

Simona de Silvestro, Sebastian Saavedra, James Jakes, Ana Beatriz, Pippa Mann, Conor Daly, Buddy Lazier, Katherine Legge – Le loro chance sono ridotte al lumicino, per mancanza di esperienza, preparazione o talento. Solitamente Indy ha sempre punito queste lacune, ma a volte è stata anche generosa ed ha premiato comunque l’entusiasmo dei chi puntava già solo semplicemente ad esserci con un risultato clamoroso. Menzione speciale: Conor Daly; unico pilota a muro nelle prove, ha fatto sorgere qualche dubbio tra gli addetti ai lavori. In realtà è uno dei giovani piloti americani più promettenti, che sta cercando di costruirsi una carriera in Europa ma ha voluto essere presente anche all’evento automobilistico più importante dell’anno. Questa sua volontà potrebbe essere premiata dalla ‘generosità’ di Indianapolis con un risultato positivo.

IndyCar – Indy 500, i pronosticiultima modifica: 2013-05-22T09:31:00+02:00da straygor
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