Buoni e cattivi della IndyCar 2013

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BUONI

Scott Dixon: terzo titolo per il neozelandese. A parte la vittoria, il grande merito è stato quello di riuscire a ribaltare una stagione che fino a metà anno sembrava disastrosa.

Helio Castroneves: è ritornato a giocarsi il titolo grazie alla sua principale caratteristica, la costanza. Da quando hanno introdotto le nuove vetture sembra rinato. Gli è forse mancato lo spunto decisivo, ma va detto che nelle ultime tre gare è stato fermato da problemi non dipendenti dalla sua volontà.

Simon Pagenaud: dopo un grande 2012 si è confermato anche nel 2013, lottando per il titolo con una squadra che ha, ad essere generosi, la metà del budget di Ganassi, Penske e Andretti. Merita urgentemente un top team.

Justin Wilson: ennesima stagione positiva per un pilota che meriterebbe un top team.

Charlie Kimball: stagione strepitosa. È passato da essere un buon pilota ad essere un vincente. Per il secondo anno consecutivo vincitore del titolo virtuale di Most Improved Driver.

COSì COSì

Tony Kanaan: ancora una buona stagione per lui, coronata dalla realizzazione del sogno di vincere la 500 Miglia di Indianapolis. Per il resto un anno di alti e bassi.

Will Power: ha raddrizzato nelle ultime 5 gare una stagione fin lì disastrosa. La vittoria a Fontana, finalmente una vittoria vera su un ovale, è un ottimo auspicio in vista del 2014.

Andretti Autosport: ha vinto tante gare, ma nessuno dei suoi piloti è mai riuscito a concretizzare tutto il potenziale e ad essere costante, così i punti si sono dispersi tra i tre top driver. Emblematiche le due 500 Miglie, Indianapolis e Pocono, dove il team ha dominato le qualifiche, monopolizzando le prime file, ma senza poi portare a casa il successo. Tutto sommato buona anche la stagione di Viso.

CATTIVI

Graham Rahal: stagione che doveva essere del riscatto ed invece si è rivelata ancora incolore. In pratica una sola gara decente, in Iowa.

Panther Racing: una stagione confusa, tra il licenziamento di un pilota (HiIldebrand) che non ha portato a miglioramenti nei risultati e l’alternanza tra due (ottimi) piloti (Briscoe e Servia) che ha generato solo confusione.

Bryan Herta Autosport: altro team che ha cambiato pilota e si è solo perso.

Menzioni d’onore

In positivo: James Hinchcliffe (tre vittorie in una stagione non sono roba da poco, ora deve diventare più costante); Marco Andretti (si è ripreso dopo un 2012 disastroso, adesso deve ritrovare il guizzo vincente); Sebastien Bourdais (un paio di podii hanno raddrizzato una stagione che fino a luglio era un completo disastro); Simona De Silvestro (primo podio in carriera).

In negativo: Sebastian Saavedra (qualche buon spunto velocistico, ma sempre tanti errori); AJ Allmendinger (aveva la possibilità di rilanciare la sua carriera, l’ha sostanzialmente gettata via).

Buoni e cattivi della IndyCar 2013ultima modifica: 2013-10-22T12:00:23+02:00da straygor
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