2014 Verizon IndyCar Series Preview

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Domenica prossima, sullo stradale di St.Petersburg, prenderà il via la stagione 2014 della Verizon IndyCar Series. Quest’anno il calendario è stato compattato, con 18 gare l’ultima della quale, sull’ovale di Fontana, in programma il 30 Agosto. Al via ci saranno 23 vetture full-time, a cui potrebbe aggiungersi quella del Panther Racing che è ancora in dubbio. Dopo la vittoria nel 2013 di Scott Dixon, la nuova stagione riparte con la solita sfida a tre per il titolo tra Team Penske, Chip Ganassi Racing e Andretti Autosport, ma la stagione scorsa ha dimostrato come la IndyCar sia più competitiva ed incerta che mai, e sostanzialmente quasi tutti i 22/23 piloti al via hanno ambizioni di vittoria in qualche gara, o almeno di un piazzamento sul podio.

CHIP GANASSI RACING (Chevrolet)
#8 Ryan Briscoe
#9 Scott Dixon
#10 Tony Kanaan
#83 Charlie Kimball

Magari parte in sordina, sembra in difficoltà, le prime gare non vanno benissimo. Ma alla lunga il team di Ganassi esce sempre. Lo scorso anno sembrava un anno in chiaroscuro, coi motori Honda in difficoltà contro gli Chevrolet. Poi Dixon ha infilato tre vittorie consecutive tra Pocono e Toronto, riaprendo il discorso per il titolo, conquistato alla fine dell’ecatombe di Fontana. Adesso forse potrebbe puntare più ad una seconda vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis, che gli assicurerebbe un posto nell’Olimpo del motorsport ancor di più di un eventuale quarto titolo. L’assenza di Franchitti avrebbe potuto avere un peso almeno dal punto di vista carismatico, ma l’acquisizione di Kanaan, finalmente libero dal peso di vincere la Indy 500, è stata decisa anche in quest’ottica. Anche se virtualmente il posto dello scozzese è andato a Briscoe, cavallo di ritorno a distanza di 8 anni, visto che il brasiliano aveva già firmato prima del ritiro dell’amico-rivale. Ma il vero valore aggiunto del team potrebbe essere Kimball, assolutamente il vincitore per il secondo anno consecutivo del titolo virtuale di Most Improved Driver. Dopo la prima vittoria nel 2013, adesso può essere stabilmente un pilota da top 10. Da vedere come si adatterà il team al passaggio dai motori Honda a quelli Chevrolet.

TEAM PENSKE (Chevrolet)
#2 Juan Pablo Montoya
#3 Helio Castroneves
#12 Will Power

Velocissima come sempre nei test prestagionali, la squadra più vincente dell’automobilismo americano deve obbligatoriamente convertire il potenziale a disposizione in un titolo, che manca dal 2006, e che è ancora l’unico conquistato nella nuova era della IndyCar. Il nuovo assalto al campionato parte da una sorta di Dream Team, che pure presenta qualche incognita, prima fra tutte l’età. Castroneves ha lottato per il titolo nel 2013 fino all’ultima gara, puntando su quella che è ormai la sua migliore caratteristica, la costanza ancor prima che la velocità pura. Al brasiliano il titolo è sempre sfuggito, a volte in maniera rocambolesca, anche nei suoi anni migliori. Adesso sembra troppo “maturo”, ma la IndyCar non è una categoria per sbarbatelli e lui può dire ancora la sua. Ma almeno fino a Maggio il suo pensiero fisso sarà uno: la quarta 500 Miglia di Indianapolis. Il ritorno di Montoya è stato uno degli eventi mediatici della off-season. Qualcuno ha storto il naso, parlando di un pilota imbolsito e che ha ripiegato su una soluzione di serie B perché in NASCAR non lo voleva più nessuno. Intanto nei test prestagionali è stato subito velocissimo. Ma alla fine il vero n.1 del team resta Power, con tutte le incognite che ci sono su di lui sulla capacità di gestire la pressione nei momenti decisivi. Nel 2013 sembrava in definitivo calo, poi ha raddrizzato nelle ultime 5 gare una stagione fin lì disastrosa. Soprattutto la vittoria a Fontana, finalmente una vittoria vera su un ovale, è un ottimo auspicio in vista del 2014. Da non sottovalutare, specie nelle prime gare della stagione, il fatto che tra i “Big Three” è l’unica squadra che non ha cambiato motore.

ANDRETTI AUTOSPORT (Honda)
#25 Marco Andretti
#27 James Hinchcliffe
#28 Ryan Hunter-Reay
#34 Carlos Munoz (R)

Il passaggio da Chevrolet ad Honda non ah convinto del tutto durante i test invernali, ma alla fine il vero potenziale del team si vedrà domenica alla prima gara. Il leader resta sicuramente Hunter-Reay, pilota completo, forse persino sottovalutato, specie da fan e media (nonostante sia americano). Ha passato un 2013 sulle montagne russe, tra problemi meccanici e qualche errorino di troppo. Soprattutto, forte è l’amarezza per una 500 Miglia di Indianapolis persa all’ultimo restart, ma nel 2014 resta uno dei favoriti per il titolo, considerando che è uno dei pochi piloti che ha le stesse chance di vincere in qualsiasi tipo di circuito. Hinchcliffe è atteso al salto definitivo, dopo le 3 vittorie nel 2013, alcune davvero spettacolari e frutto di grandi battaglie ruota a ruota. Deve diventare più costante. Cosa che sembra essere diventato Marco Andretti, risorto dopo un 2012 disastroso ma che adesso deve ritrovare il guizzo vincente. Attenzione alla stagione di Munoz, clamoroso secondo all’ultima Indy 500. Adesso tutti lo aspettano, e bisognerà vedere come reagirà il colombiano alla pressione delle attese. Potrebbe esplodere, in un senso o nell’altro.

SCHMIDT PETERSON HAMILTON MOTORSPORTS (Honda)
#7 Mikhail Aleshin (R)
#77 Simon Pagenaud

Dopo un grande 2012, la stagione 2013 di Pagenaud è stata addirittura strepitosa, chiusa con due vittorie e lottando per il titolo con una squadra che ha, ad essere generosi, la metà del budget di Ganassi, Penske e Andretti. Meriterebbe urgentemente un top team, che potrebbe arrivare nel 2015. Adesso deve confermarsi per il terzo anno consecutivo, cosa non facile. Ma le belle gare ad Indianapolis, Iowa, Pocono, dimostrano che è un pilota valido anche sugli ovali. Il rookie Aleshin è un punto interrogativo. Nel 2010 vinse il titolo di Formula Renault 3.5 Series, battendo un pilota come Daniel Ricciardo, poi si è un po’ perso. Potrebbe essere una sorpresa, intanto sarà il primo russo al via della 500 Miglia di Indianapolis, dove le attenzione probabilmente saranno tutte per il rientrante Jacques Villeneuve.

ED CARPENTER RACING (Chevrolet)
#20 Ed Carpenter (ovali)/Mike Conway (stradali e cittadini)

Finalmente Carpenter si è deciso a concentrarsi solo sugli ovali, firmando uno specialista di stradali e cittadini come Conway. Se si potessero fondere, Carpenter/Conway sarebbe un pilota da titolo. Potenzialmente, è un team che può vincere qualsiasi gara. Ma il grande sogno è la 500 Miglia di Indianapolis, gara di casa per tutta la squadra, dove Carpenter partì in pole nel 2013 e per cui è stato ingaggiato anche JR Hildebrand come secondo pilota.

KVSH RACING (Chevrolet)
#11 Sebastien Bourdais
#17 Sebastian Saavedra

Il team parte con grande fiducia, dopo aver vinto lo scorso anno la sua prima gara, addirittura la 500 Miglia di Indianapolis. Molti considerano Bourdais un possibile outsider per il titolo. Il realtà il pilota francese è diventato molto incostante, specialmente ad inizio stagione. Anche nel 2013, fino a Toronto non era mai entrato neanche nella top 10, poi ha ottenuto tre podi e lottato per la vittoria a Fontana, quando non è mai stato uno specialista degli ovali. Nella singola gara potrebbe essere un osso duro per tutti. Saavedra è lì per il budget che porta e per l’appoggio dell’AFS Racing, che co-gestisce la sua vettura. Ha anche qualche spunto velocistico interessante, ma difficilmente porta a termine una gara in maniera tranquilla e lineare.

DALE COYNE RACING (Honda)
#18 Justin Wilson
#19 TBA

Deve ancora annunciare il secondo pilota. Il primo, Wilson, è una garanzia. Anche nel 2013 ha disputato una stagione sbalorditiva, con quattro podi e il settimo posto finale in campionato. Sulla squadra e sul suo rendimento pesa però l’incognita della partenza di Bill Pappas, tecnico leggendario con cui Wilson ha formato negli anni una coppia straordinaria. E pesa sempre la mancanza di un secondo pilota affidabile che può dare una mano nello sviluppo della vettura, specialmente sugli ovali.

RAHAL LETTERMAN LANIGAN RACING (Honda)
#15 Graham Rahal
#16 Oriol Servia (Long Beach, Barber, Indianapolis, Indy 500)

È la stagione del va o la spacca per il team. Nuovo munifico sponsor, la National Guard, nuovi tecnici (Bill Pappas e John Dick, entrambi arrivati dalle positive esperienze al Dale Coyne Racing), ha tutto per ben figurare. Ma è la stagione del va o la spacca soprattutto per Graham Rahal, che nel 2013 ha disputato due gare decenti e per il resto ha navigato nelle ultime posizioni. Importantissima l’acquisizione di un pilota esperto come Servia, al momento confermato solo fino ad Indianapolis ma per cui si sta lavorando per estendere l’accordo per tutta la stagione.

A.J. FOYT RACING (Honda)
#14 Takuma Sato

Stagione dal doppio volto quella 2013 per Sato e il team di Foyt: strepitosa fino ad Indianapolis, dove si presentò in testa alla classifica, una vittoria a Long Beach ed una persa all’ultima curva a San Paolo; da allora in avanti solo un settimo posto a Milwaukee. Il 2014 potrebbe essere l’ultima chance per il pilota giapponese, che comunque gode dell’incondizionato appoggio della Honda. Va sottolineato come sia stato velocissimo nei test prestagionali.

SARAH FISHER RACING (Honda)
#67 Josef Newgarden

Sia la squadra che il pilota sono cresciuti nel 2013, con un secondo posto a Baltimore come culmine di una stagione positiva. Ora entrambi sono attesi all’ulteriore salto di qualità, lottando costantemente almeno per la top 5. Inutile dire che essere affiancato da un pilota di grande esperienza come Tagliani ad Indianapolis non potrà che giovare a Newgarden ed a tutta la squadra. Il pilota americano è uno degli astri nascenti della categoria, anche dal punto di vista mediatico, e non è da escludere che nel 2015 possa approdare in qualche team di successo. Servirà però un 2014 solido e costante.

BRYAN HERTA AUTOSPORT (Honda)
#98 Jack Hawksworth (R)

Tanti punti interrogativi per la squadra di Herta: nuovo pilota, nuovo sponsor, nuove ambizioni. Passare da un pilota esperto come Tagliani (già appiedato a metà 2013) ad un rookie come Hawksworth non è cosa da poco. Dispiace per l’Italia, perché per tanti mesi il favorito per questo posto è stato il nostro Luca Filippi, ma il pilota inglese è comunque un pilota giovane, veloce e promettente. Potrebbe essere un anno difficile, ma anche molto formativo per squadra e pilota, che obbiettivamente possono ambire a qualche incursione nella top 10.

PANTHER RACING (Chevrolet)
#4 TBA

Non si sa se sarà al via della prima gara a St.Petersburg, non si sa in quante gare sarà al via e non si sa esattamente neanche se ci sarà. Dopo la perdita dello sponsor National Guard il team sta attraversando una profonda crisi economica, ed è un peccato che si possa perdere uno dei team storici della categoria, capace di vincere due titoli con Sam Hornish nel biennio 2001-02.

2014 Verizon IndyCar Series Previewultima modifica: 2014-03-24T11:34:26+01:00da straygor
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