Qualche considerazione sparsa in vista delle qualifiche per la 500 Miglia di Indianapolis

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Qualche personale considerazione sparsa dopo le prove libere in vista delle qualifiche per la 500 Miglia di Indianapolis:

  • Dopo un paio di giorni in cui la Honda sembrava avere ribaltato la situazione dgli ultimi due anni ed essere leggermente in vantaggio, la Chevrolet è tornata al vertice quando le velocità si sono alzate, il che la rende la favorita per la pole;
  • Tutte queste considerazioni andrebbero fatte al netto però del gioco delle scie, che anche quest’anno sono un fattore determinante nelle prove libere e lo saranno in gara. Forse leggermente meno dello scorso anno, ma sostanzialmente come il 2012;
  • L’Andretti Autosport ha dominando i primi giorni, poi è leggermente calato, e comunque ha i suoi problemi, specialmente per quello che riguarda  James Hinchcliffe. Il canadese si presenterà alle qualifiche con appena 8 giri alle spalle, quindi con un grosso punto interrogativo. Sostanzialmente, Andretti si ritrova con 5 vetture in pista ma con due sole che hanno tutto per vincere, ovvero quelle di Ryan Hunter-Reay e Marco Andretti. Sulle altre 3 c’è il dubbio sul pilota, tra rookie, sophomore o infortunati. Non una bella cosa. Va detto che Indy ha spesso premiato i recuperi miracolosi, vedasi Buddy Lazier nel 1996 o Gil de Ferran nel 2003, quindi magari Hinchcliffe dall’infortunio riesce a trovare quella forza in più necessaria per vincere;
  • Su Kurt Busch, c’è da dire che si è ambientato molto bene. Da una parte è un esordiente un po’ anomalo, un “vecchietto”, dall’altra è tuttora un professionista al 100%. Sicuramente sta andando molto bene in questi giorni di prove, ma in fondo per lui è abbastanza facile, visto che corre per un top team e durante le prove il gioco delle scie conta tantissimo. Per uno che come lui è tuttora un professionista al 100%, e non un bollito, un ex o un una tantum, non è così difficile azzeccare la singola prestazione giusta durante le sei ore al giorno di prove libere. Da questo punto di vista, probabilmente sta sorprendendo di più Villeneuve, che si posiziona tranquillamente a centro gruppo. Vedremo cosa sapranno fare in gara sia l’uno che l’altro;
  • Attenzione a due vecchio marpioni, Scott Dixon e Helio Castroneves. Dixon sta lavorando in sordina ma efficacemente, mai tra i primissimi ma sempre nella top 10. Castroneves praticamente lo stesso, e considerando come ad Indianapolis non abbia praticamente mai sbagliato, è un cliente sempre più pericoloso;
  • Il team di Ed Carpenter è davvero in palla. I suoi due piloti hanno il primo e il quarto tempo assoluti. Considerando che il Fast Friday è stato molto ridotto, e quindi non si sa quale sia il vero valore degli altri con il livello della sovralimentazione del turbo in assetto da qualifica, Ed Carpenter è il favorito per la pole, e non solo, e JR Hildebrand può puntare alle prime due file. Al contrario dello scorso anno probabilmente un paio di motori Honda entreranno nello shootout per la pole, ma difficilmente sarà qualcuno di diverso da Ryan Hunter-Reay, Marco Andretti o Simon Pagenaud, che sta vivendo un inizio di stagione magico;
  • Il team più in difficoltà resta sempre quello di Bobby Rahal, il che è davvero inspiegabile visto che ha i soldi (della National Guard), i tecnici (Bill Pappas) e anche due buoni piloti (Oriol Servia e Graham Rahal) e dovrebbe perlomeno puntare ad una top 10, invece sono sempre stati nelle retrovie;
  • Tra i rookie, oltre Busch molto bene Sage Karam e Mikhail Aleshin, spesso nella top 10 o a ridosso, ed anche Carlos Huertas. Più in difficoltà Martin Plowman, in giudicabile James Davison che ha fatto solo il ROP. Se si sa gestire, occhio in gara a Karam. Jack Hawksworth deve essere bravo a mantenere la calma, visto che è stato l’unico a finire a muro.
  • Molto nascosto è rimasto Tony Kanaan. Come l’anno scorso.
Qualche considerazione sparsa in vista delle qualifiche per la 500 Miglia di Indianapolisultima modifica: 2014-05-17T00:46:03+02:00da straygor
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