IndyCar – Indy 500, i pronostici

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La 500 Miglia di Indianapolis che si andrà a correre domenica 25 Maggio sarà come da tradizione una gara dal pronostico quasi impossibile. La gara dello scorso anno, con il suo incredibile gioco di scie che dovrebbe essere confermato anche quest’anno, ha dimostrato come sia complicato fare un pronostico, visto che praticamente ognuno dei 33 piloti al via ha una chance di puntare al successo. Andiamo quindi a delineare, per quanto possibile, il quadro dei possibili pronostici.

I FAVORITI

Ed Carpenter Racing – la squadra di Ed Carpenter è davvero in palla. I due piloti hanno il primo e il nono tempo in griglia, anche se in realtà erano rimasti abbastanza coperti nelle libere. Ma quando è contato hanno saputo ottenere il risultato giusto. Adesso hanno tutto per vincere, anche se la gara è tutt’altra cosa rispetto alle prove, come dimostrato anche lo scorso anno. Menzione speciale: JR Hildebrand; la sua vittoria sarebbe una grande storia, dopo aver perso il posto full time nella serie lo scorso anno. Su di lui pesa ancora l’errore del 2011, ed ha bisogno di un grande risultato per ravvivare la sua carriera. È tutto il mese che è competitivo, deve innanzitutto stare lontano dai guai.

Team Penske – è sempre lì, alla fine. Power sembra un uomo in missione quest’anno, sta correndo con molta costanza e molta “testa”, portando a casa anche piazzamenti pesanti per il campionato quando si accorge di non poter lottare per il successo. Poi la vittoria dello scorso anno a Fontana ha sciolto anche l’ultimo dubbio sulla sua competitività sugli ovali. Montoya è sembrato subito all’altezza, ora deve cercare di tirarsi fuori da quelle situazioni un po’ complicate che lo hanno rallentato nelle gare precedenti. Menzione speciale: Helio Castroneves; è sempre stato nelle prime posizioni durante le libere e le qualifiche, e considerando come ad Indianapolis non abbia praticamente mai sbagliato, è un cliente sempre pericoloso. E poi siamo sempre lì, è ad un passo dalla leggenda.

GLI INSEGUITORI

Sam Schmidt Motorsports – è in grande forma, e la dimostrazione non sono tanto le prestazioni di Pagenaud, ormai un top driver della serie, ma quelle di Aleshin, spesso a ridosso della top 10 se non dentro, ed autore di un’ottima qualifica. È il migliore dei team dietro i ‘Big Three’, quello meglio organizzato ed uno dei più popolari. Menzione speciale: Simon Pagenaud; è arrivato alla 500 miglia vincendo il Grand Prix of Indianapolis, è stato velocissimo nelle libere, anche oltre le aspettative. È in stato di grazia, ed un cliente pericolosissimo per la gara di domenica, considerato anche che è arrivato al livello giusto di maturità per una vittoria che lancerebbe definitivamente la sua carriera.

Andretti Autosport – era partito alla grande i primi giorni, poi è leggermente calato, migliorando un po’ in qualifica dove ha piazzato tre vetture nei primi 9 posti. Incredibilmente però non quella di Hunter-Reay, che il primo giorno di qualifica si è lamentato di essere sceso in pista quando le condizioni non erano più ottimali e il secondo si è limitato ad un tentativo di conserva, tanto per mettersi in griglia. Ma la brutta posizione di classifica non deve ingannare, è comunque uno dei favoritissimi. Kurt Busch si è ambientato molto bene, e in gara potrebbe sfruttare la sua grande esperienza nelle lunghe gare NASCAR per fare il colpaccio. Andretti una volta tanto è arrivato ad Indy in sordina, situazione che potrebbe non essere del tutto negativa, mentre  al contrario Munoz è arrivato forse con un po’ troppa pressione. Che sia veloce è indubbio, ma deve limitarsi ancora visto che quest’anno si è già prodotto in qualche botto di troppo. Menzione speciale: James Hinchcliffe; fermo ai box per una settimana dopo l’incidente al Grand Prix of Indianapolis, un paio di giri il venerdì, la situazione per lui sembrava davvero grigia. Invece è stato subito competitivo, qualificandosi alla grande ed anzi venendo beffato per un soffio, per la seconda volta dopo il 2012, nella corsa per la pole position. Adesso potrebbe fare il miracolo, già avvenuto altre volte (come nel caso di Buddy Lazier nel 1996 o di Gil de Ferran nel 2003) di un pilota che arriva al mese di Maggio azzoppato e che si trasforma in vincente.

Josef Newgarden – molto convincente quest’anno, sempre nelle posizioni medio alte, ed autore di un’ottima qualifica con la zampata finale che gli ha permesso di conquistare la top 9. Alla ricerca ancora della prima vittoria, quest’anno ha visto le sue prestazioni migliorare ancora un po’, ed almeno a Long Beach era sicuramente da podio. Adesso potrebbe essere lui l’’Arie Luyendyk’ dei nostri giorni e fare come l’olandese, che vinse la sua prima gara in assoluto proprio alla 500 Miglia di Indianapolis e da lì diede una svolta alla sua carriera.

Team Ganassi –  vicenda paradossale in qualifica, dove in una notte sono passati da una situazione imbarazzante, con un 15° posto con Scott Dixon come miglior risultato, a quella di domenica, dove improvvisamente hanno guadagnato circa 1.5 mph. Essersi tolto la scimmia dalla spalla lo scorso anno potrebbe essere una grande spinta per Kanaan, che anche quest’anno come nel 2013 è rimasto molto nascosto durante le libere. Kimball sembra essere un pilota che ben si adatta alla 500 Miglia di Indianapolis, molto costante e mai eccessivo, e deve riscattare un inizio di stagione un po’ sottotono, mentre Briscoe è sembrato il più in difficoltà. Menzione speciale: Scott Dixon; il campione Indycar 2013 ha lavorato in sordina durante le prove libere, ma efficacemente, mai tra i primissimi ma sempre nella top 10. Dopo 3 titoli il suo obiettivo principale è quello di una seconda vittoria ad Indy, ed al momento sta facendo il meglio per poterla ottenere.

GLI OUTSIDER

Jack Hawksworth – molto veloce durante le libere, è stato però protagonista di uno dei soli due incidenti del mese. È sulla cresta dell’onda anche grazie alla bella prestazione alla gara sullo stradale, ora deve imparare a limitarsi e gestirsi, ma sicuramente finora ha destato una gran bella impressione.

Justin Wilson – è un pilota che non vai mai sottovalutato. Quest’anno i risultati sono forse un po’ calati, ma paga la rivoluzione tecnica in casa al suo team. Molto bene nelle libere, ancora meglio in qualifica, Indy è uno dei suoi ovali preferiti e quindi potrebbe essere una scommessa da rischiare. Anzi, forse è anche riduttivo parlare di scommessa.

KV Racing –  un po’ in sordina finora, con Bell spesso più veloce di Bourdais, Saavedra nelle retrovie e Davison che ha girato poco. È però la squadra vincitrice lo scorso anno, quando non è che arrivò alla gara in una situazione tanto migliore. Menzione speciale: Sebastien Bourdais; in molti lo davano come un outsider per il campionato, ed in realtà sta ottenendo degli ottimi risultati. Ad Indy ha corso poco e in situazioni spesso disagiate (come nel 2012), quindi questa potrebbe essere la volta giusta. A Fontana lo scorso anno ha lottato per la vittoria con un team in smobilitazione, non si vede perché non possa farlo qui con il team vincitore nel 2013.

Sage Karam –  non inganni la deludente qualifica, perché il campione Indy Lights 2013 è stato abbastanza competitivo per tutte le prove. Certo, è giovanissimo, si dovrà cimentare con tante cose nuove per lui (la distanza, i pit stop), ma va detto che l’esperienza alla 24 Ore di Daytona ha dimostrato come sia molto più maturo dei suoi 19 anni. Occhio che magari ci scappa il risultato clamoroso.

GLI UNDERDOGS

Rahal Letterman Lanigan Racing – continua la crisi di questa squadra, una crisi davvero inspiegabile. Hanno  i soldi (della National Guard), i tecnici (Bill Pappas) e anche due buoni piloti (Oriol Servia e Graham Rahal) e dovrebbero perlomeno puntare ad una top 10, invece sono sempre stati nelle retrovie, migliorando leggermente nelle qualifiche. Ma in un modo o nell’altro non riescono a risollevarsi. Menzione speciale: Oriol Servia; la sua stagione finisce qua, a meno che un grande exploit non dovesse permettergli di trovare i soldi per terminare il campionato. Exploit che sembra molto improbabile, ma non certo per colpa sua che è uno dei piloti più sottovalutati del campionato.

Carlos Huertas, Pippa Mann – gli altri due piloti del Dale Coyne Racing non possono essere cero considerati a livello di Wilson, ma non sono andati per niente male sia durante le prove che in qualifica. Anche nelle altre gare Huertas ha retto il ritmo del suo più esperto compagno, e questa è una sorpresa visto che era considerato il solito pilota pagante. Se vincesse uno dei due sarebbe una sorpresona, ma le prestazioni finora non rendono la cosa del tutto impossibile.

Takuma Sato – mese deludente finora per il giapponese, mai particolarmente brillante. Difficile dire dove possa trovare il guizzo per risollevarsi, e forse una volta tanto la sua proverbiale aggressività potrebbe tornagli utile.

Alex Tagliani – in ombra e finora demolito dal più giovane compagno di squadra (Newgarden). Bisogna capire se è solo pretattica o proprio non ce la fa. Comunque in una gara complessa come Indianapolis la sua grande esperienza potrebbe aiutarlo nel trovare qualcosa in più di quello che finora ha mostrato.

GLI ALTRI

Jacques Villeneuve, James Davison, Martin Plowman, Buddy Lazier –  per un motivo o per l’altro sono gli unici cui la vittoria sembra proprio impossibile. Menzione speciale: Jacques Villeneuve; tutto sommato il pilota canadese è stato sorprendente, posizionandosi tranquillamente a centro gruppo per tutte le prove libere e abbastanza bene anche in qualifica. Anche nel suo caso, la gara è tutta un’altra storia, ma perlomeno ha dimostrato che questo suo tentativo non è stato un patetico revival ma una cosa seria.

IndyCar – Indy 500, i pronosticiultima modifica: 2014-05-21T18:56:27+02:00da straygor
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