IndyCar – Luci ed ombre per Luca Filippi

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Con il weekend di Toronto si è al momento conclusa l’esperienza di Luca Filippi quest’anno in IndyCar. Grazie al Rahal Letterman Lanigan Racing il pilota italiano ha avuto la possibilità di disputare quattro gare, due a Houston e due a Toronto. Come giudicare le prestazioni di Filippi? Difficile la valutazione. Il piemontese ha sicuramente messo in prova delle doti velocistiche a tratti sbalorditive, considerando anche la lunga inattività, ottenendo il quarto tempo in qualifica a Houston e il settimo a Toronto, pista per lui del tutto nuova. Il problema sono state le gare. Voglioso di fare bene e di conquistarsi un posto stabile nella categoria, Filippi ha finito per andare forte, ma persino troppo. A Houston ha pagato in entrambe le gare forse un eccesso di esuberanza. In gara 1, dopo aver ottenuto un eccellente quarto tempo in qualifica, era ottavo verso metà gara quando dopo una caution sbaglia la ripartenza e finisce a muro. In gara 2, nel finale è tra i più in palla, supera Andretti e si porta all’ottavo posto, ma commette un errore e finisce contro le barriere al penultimo giro, con l’”aiuto” di Montoya. A Toronto la musica non è cambiata, con il pilota italiano protagonista in gara 1 prima del contatto con Simon Pagenaud al primo giro che ha scatenato il caos, e poi di un altro contro il muro al giro 17 che lo ha costretto al ritiro. In gara 2 ha chiuso 13°, prima di subire una penalità di 30 secondi per essere rientrato al pit con i box chiusi ed essere retrocesso 16°. 3 incidenti in quattro gare (anzi 4, contando che in gara 1 a Toronto ne ha commessi due) sono davvero troppi. Filippi ha mostrato sicuramente talento e velocità, ma le gare serve anche finirle. In qualifica ha sempre offuscato il suo più esperto compagno di squadra Graham Rahal, però poi quando si è trattato della gara il pilota americano è sembrato più efficace (salvo poi gettare anche lui al vento un possibile podio a Houston). Quale potrà essere il suo futuro adesso in IndyCar? Difficile dirlo. Alla fine della stagione mancano due soli stradali, Mid Ohio e Sonoma, piste che entrambe conosce, ma al momento il Rahal Letterman Lanigan Racing non ha il budget per metterlo in pista. Per un futuro più a lungo termine, la sensazione è che sicuramente Filippi ha lasciato una buona impressione in molti addetti ai lavori, ma avere concluso tre gare su quattro contro il muro può fargli attaccare facilmente la nomea di ‘sfasciamacchine’ che certo non lo renderebbe popolare agli occhi dei team manager delle squadre outsider, che ogni giorno devono convivere con le difficoltà economiche di questo periodo. Sicuramente per la velocità mostrata sia quest’anno che l’anno scorso (anche se pure allora commise un paio di errori) potrebbe anche ambire a ritagliarsi un ruolo da specialista di stradali e cittadini alla Mike Conway, ma deve sicuramente dimostrare di saper portare a casa anche risultati e non solo belle prestazioni in qualifica.

IndyCar – Luci ed ombre per Luca Filippiultima modifica: 2014-07-23T14:13:22+02:00da straygor
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