2015 Verizon IndyCar Series Preview

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Domenica prossima, sullo stradale di St.Petersburg, prenderà il via la stagione 2015 della Verizon IndyCar Series. Dopo la cancellazione della gara in Brasile, il calendario quest’anno consta di 16 gare, con il finale il 30 Agosto, come lo scorso anno, sullo stradale di Sonoma. Dopo che Will Power ha finalmente sfatato la sua maledizione lo scorso anno, la nuova stagione riparte con la solita sfida a tre per il titolo tra Team Penske, Chip Ganassi Racing e Andretti Autosport, ma la stagione scorsa ha dimostrato come la IndyCar sia più competitiva ed incerta che mai, e praticamente tutti i piloti hanno chance di ottenere qualche buon risultato. Ovviamente, il tema principale sarà la presenza dei nuovi kit aerodinamici, che potrebbero sconvolgere molti dei valori in campo. I primi test hanno mostrato come forse la Chevrolet abbia un leggero vantaggio sulla Honda, ma una risposta definitiva si avrà solo con la bandiera a scacchi della prima gara. È interessante notare come di 24 piloti che saranno al via della prima gara, 15 hanno vinto almeno una gara, e tre sono rookie.

TEAM PENSKE (Chevrolet)
#1 Will Power
#2 Juan Pablo Montoya
#3 Helio Castroneves
#22 Simon Pagenaud

Se la squadra 2014 era fantastica, nel 2015 Roger Penske ha messo sù un vero e proprio Dream Team, riunendo in una sola squadra quattro dei primi cinque della classifica 2014. Power si è tolto un peso lo scorso anno, vincendo il suo primo titolo dopo tre secondi posti. Adesso bisognerà vedere se questo significherà l’inizio di una sequenza di titoli consecutivi, o che al contrario il pilota australiano possa anche sedersi sugli allori e perdere un po’ di cattiveria. Pagenaud sembra la nuova “rising star” della IndyCar, arrivato in un top team dopo aver lottato per tre anni per il titolo correndo con una piccola squadra. Su stradali e cittadini è già tranquillamente a livello di Power, se non superiore, sugli ovali deve dimostrare di sapersi trasformare in un pilota vincente più velocemente di quanto abbia fatto l’australiano. Castroneves continua a giocarsi il titolo all’ultima gara, ma sembra mancargli il guizzo vincente. Ma almeno fino a Maggio il suo pensiero fisso sarà comunque la quarta vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis. Montoya ha per certi versi sorpreso nel 2014, tornando subito un pilota top quando molti storcevano il naso. Nel 2014 ha forse pagata qualche errore di ri-ambientamento, nel 2015 con un anno di esperienza alle spalle potrebbe inserirsi nella lotta al titolo.

CHIP GANASSI RACING (Chevrolet)
#8 Sage Karam (R)
#9 Scott Dixon
#10 Tony Kanaan
#83 Charlie Kimball

Il grande problema degli ultimi anni per la squadra di Chip Ganassi sono stati gli avvii lenti. Anche lo scorso anno le prime gare non furono molto positive, poi Dixon al solito rimontò e chiuse terzo in campionato. Serve quindi iniziare meglio il campionato. Il neozelandese è nettamente il pilota di punta, veloce in ogni circuito, poco incline all’errore. La recente performance alla 24 Ore di Daytona ha ricordato a tutti che parliamo di uno dei migliori piloti dell’automobilismo mondiale. Kanaan non sembra sentire il peso dei 40 anni, lo scorso anno ha portato a casa una vittoria, sei podi e il settimo posto in campionato. Forse per il titolo gli manca lo spunto decisivo a lungo termine, per quello magari sembra più plausibile una seconda vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis. Kimball ha un po’ deluso nel 2014, ma in molte gare può essere un pilota da primissime posizioni. Ma l’attenzione di molti sarà rivolta al giovanissimo Karam, al momento confermato solo per St.Petersburg ma che presumibilmente correrà l’intera stagione. A neanche 20 anni è stato finora impressionante, sia nell’unica apparizione del 2014, quando ha chiuso nono la 500 Miglia di Indianapolis correndo per un piccolo team come il Dreyer&Reinbold Racing, sia quando ha corso nel TUDOR United SportsCar Championship, dimostrando una adattabilità sorprendente per una categoria evidentemente più adatta ai piloti esperti come quella delle corse endurance. Potrebbe essere il nuovo fenomeno dell’automobilismo a stelle e strisce.

ANDRETTI AUTOSPORT (Honda)
#25 Simona de Silvestro
#26 Carlos Munoz
#27 Marco Andretti
#28 Ryan Hunter-Reay

Sarà il team di punta della Honda. E il problema potrebbe essere proprio questo, visto che al momento il costruttore giapponese sempre leggermente in ritardo rispetto alla Chevrolet. Inoltre, in ottica campionato, la squadra sembra avere un unico serio candidato alla lotta al titolo: Hunter-Reay. Il pilota americano è adesso unanimemente considerato uno dei top driver dell’automobilismo americano, dopo la vittoria del titolo 2012 e della 500 Miglia di Indianapolis 2014. Munoz potrebbe diventarlo, forse è ancora troppo presto, visto che deve ancora vincere la sua prima gara, ma il positivo 2014, con tre podi e l’ottavo posto finale, fa ben sperare. Andretti è un mezzo mistero, è diventato un pilota molto costante, attento, ha limato molti errori del passato, ma sembra aver perso il guizzo vincente e due vittorie in quasi dieci anni, corsi sempre con un top team, sono tropo poco. La De Silvestro è al momento confermata solo per la prima gara, e la quarta vettura dovrebbe essere divisa tra diversi piloti (si parla anche di Justin Wilson e Conor Daly). Comunque su stradali e cittadini la pilota svizzera può tranquillamente puntare alla vittoria.

CFH RACING (Chevrolet)
#20 Ed Carpenter (ovali)/Luca Filippi (stradali e cittadini)
#67 Josef Newgarden

Le tre vittorie del 2014 e la fusione con la squadra di Sarah Fisher lo fanno diventare il miglior team alle spalle dei Big 3. Per Filippi è l’occasione della vita, probabilmente la possibilità decisiva per la sua carriera. Deve dimostrare di aver imparato dagli errori del passato, quando è stato sempre veloce ma anche praticamente sempre a muro. Newgarden migliora di anno in anno, adesso gli manca solo la vittoria per essere considerato definitivamente come uno dei possibili eredi quando i “grandi vecchi” della IndyCar inevitabilmente si fermeranno. Cosa da non sottovalutare, è veloce su qualsiasi tracciato. Ma non si può nascondere che il grande sogno è la 500 Miglia di Indianapolis, gara di casa per tutta la squadra, dove Carpenter è partito in pole negli ultimi due anni e dove anche quest’anno si presenterà tra i grandi favoriti, essendo probabilmente il pilota più forte sugli ovali.

SCHMIDT PETERSON HAMILTON MOTORSPORTS (Honda)
#5 James Hinchcliffe
#7 James Jakes

Dopo i tre anni con Pagenaud la squadra riparte praticamente da zero. Il team ha giustamente scelto di affidarsi ad un pilota in cerca di riscatto dopo un 2014 disastroso, ma giovane e che già nel passato ha dimostrato di essere vincente. Jakes torna in IndyCar dopo un anno di assenza, non è un fuoriclasse ma ha già dimostrato di saper ottenere qualche podio. Come tutti i team Honda, molto dipenderà dalla competitività dei giapponesi. Se le prestazioni dei due costruttori saranno di pari livello, Hinchcliffe e la squadra possono tranquillamente vincere un paio di gare.

KVSH RACING (Chevrolet)
#4 Stefano Coletti (R)
#11 Sebastien Bourdais

Il team parte con grande fiducia, dopo che Bourdais ha disputato un grande 2014. Per il titolo gli manca la necessaria competitività sugli ovali, ma nelle gare su stradali e cittadini può sostanzialmente vincere ovunque. Coletti è stato sorprendentemente veloce in tutti i test invernali, e potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa visto che è comunque un pilota con una certa esperienza visti i quattro anni in GP2.

A.J. FOYT RACING (Honda)
#14 Takuma Sato
#41 Jack Hawksworth

Per la prima volta dopo tanti anni la squadra torna a schierare due vetture. Dopo un 2014 molto deludente, bisognerà vedere se prevarranno i fattori positivi di questa scelta (due piloti che possono provare diverse configurazioni nelle prove e condividere i dati) o se si rivelerà un passo più lungo della gamba. Hawksworth è stato una delle sorprese dello scorso anno, ottenendo un podio e andando vicino alla vittoria in un paio di gare. Potrebbe prendere presto la guida della squadra, visto che nel 2014 Sato è apparso in calo e di nuovo troppo incline all’errore.

BRYAN HERTA AUTOSPORT (Honda)
#98 Gabby Chaves (R)

Per il secondo anno la squadra di Herta si presenta al via con un rookie quale unico pilota, con tutti i rischi che questo comporta. L’anno scorso con Hawksworth la scelta ha pagato, vedremo quest’anno. Sulla carta Chaves è anche più titolato, avendo vinto il titolo Indy Lights 2014, e finora nella sua carriera ha dimostrato di essere un pilota poco considerato ma che lavora molto bene. Quindi non ci sarebbe da stupirsi se la squadra possa fare nuovamente bene, anche considerati l’entusiasmo e la passione che ci mette Herta.

RAHAL LETTERMAN LANIGAN RACING (Honda)
#15 Graham Rahal

Graham Rahal e la squadra di suo padre restano il più grosso mistero del mondo della IndyCar. Com’è possibile che una squadra con la storia, le risorse e le capacità di Bobby Rahal e con il talento che nei primi anni aveva dimostrato Graham continuino ad infilare annate ridicole una dopo l’altra? Anche il 2014, a parte una o due gare, è stato sempre passato nelle retrovie, con l’aggiunta di diversi errori da parte del pilota. Adesso si aspetta l’ennesimo riscatto. I test invernali non sono neanche andati male, specie considerando l’inferiorità della Honda rispetto alla Chevrolet, e Rahal è stato a volte anche il più competitivo tra i “giapponesi”. Sarà l’anno buono?

DALE COYNE RACING (Honda)
#18 Carlos Huertas
#19 Francesco Dracone

La scelta dei piloti parla di un ridimensionamento del team, anche se Huertas lo scorso anno ha sorprendentemente vinto una gara. Sugli ovali non è assolutamente competitivo, ma sugli stradali ha dimostrato di sapere tenere un buon passo ed ottenere qualche discreto risultato. Dracone è lì per quattro gare. L’unico motivo della sua presenza è perché porta quei soldi che da Indianapolis in poi dovrebbero garantire la presenza di un altro pilota, più competitivo.

2015 Verizon IndyCar Series Previewultima modifica: 2015-03-24T12:37:05+01:00da straygor
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