IndyCar – Indy 500, i pronostici

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La 500 Miglia di Indianapolis che si andrà a correre domenica 24 Maggio sarà come da tradizione una gara dal pronostico quasi impossibile, ancor di più visto quanto successo nelle prove, con gli incidenti di Helio Castroneves, Josef Newgarden, Ed Carpenter e James Hinchcliffe e la decisione della IndyCar di cambiare all’ultimo momento, prima delle qualifiche, alcuni parametri tecnici. Le prove hanno mostrato un leggero vantaggio della Chevrolet rispetto alla Honda, ma fondamentalmente resta valido il pensiero che praticamente ognuno dei 33 piloti al via ha una chance di puntare al successo. Andiamo quindi a delineare, per quanto possibile, il quadro dei possibili pronostici.

I FAVORITI

Chip Ganassi Racing – dopo un paio di anni in cui avevano faticato nelle prove, quest’anno sono stati convincenti, lavorando bene per la gara e risultando al tempo stesso efficaci in qualifica. Scott Dixon era probabilmente il favorito della vigilia, e lo è diventato ancora di più dopo la conquista della pole position. Deve riscattare l’errore dello scorso anno, uno dei pochi della sua carriera, e quindi se è possibile ha anche una motivazione in più. Tony Kanaan è rimasto più in ombra, ma si è qualificato bene ed è un pilota troppo esperto per non essere inserito tra i favoriti. Charlie Kimball ha fatto bene sia nelle libere che in qualifica, non è uno specialista degli ovali ma sembra essere in ottima forma. Sebastian Saavedra ha finora fatto bene, e avere la possibilità di correre per una squadra così forte è evidentemente l’occasione della vita, anche se una gara come la Indy 500 non sembra proprio essere cosa sua. Menzione speciale: Sage Karam; è stato una delle sorprese delle prove libere, spesso nelle primissime posizioni. Non inganni la qualifica deludente, anche lo scorso anno si qualificò malissimo e poi fece una grande gara. La sua vittoria sarebbe una delle storie più incredibili di questa edizione.

Team Penske – sempre al top nelle prove libere, ha poi fallito in qualifica, per quanto si possa chiamare fallimento piazzare tre vetture ai primi cinque posti. Will Power si è tenuto un po’ in ombra nelle libere, lavorando per la gara, ma si è qualificato benissimo e forse per la prima volta in carriera ad Indy è uno dei due o tre favoritissimi. Simon Pagenaud si è comportato benissimo sia nelle libere che in qualifica, andando anche oltre le aspettative. Ora deve dimostrare di essere un vincente anche su un ovale. Disastroso in qualifica invece Juan Pablo Montoya, leader del campionato, ma sappiamo bene che partire quindicesimo o sesto o ventesimo cambia poco in una gara come la 500 Miglia di Indianapolis. L’importante è trovarsi a proprio agio con la propria vettura, e il colombiano sembra essere molto ottimista da questo punto di vista. Menzione speciale: Helio Castroneves; vincere la sua quarta Indy 500, raggiungendo dei miti come Foyt, Unser e Mears, pochi giorni dopo un volo spaventoso sarebbe una storia da leggenda. E le leggende ad Indy succedono. Per il resto il brasiliano non ha bisogno di presentazioni o di stimoli quando si corre ad Indianapolis.

GLI INSEGUITORI

Ed Carpenter Racing – ha deluso un po’ nelle prove, dove era atteso alle posizione di vertice ed invece è rimasto quasi sempre più indietro. In qualifica, dopo aver visto due vetture in volo, non è poi andata così male. Bisognerà capire se in prova si sono nascosti, hanno lavorato per la gara o c’è stato qualche problema di adattamento coi nuovi kit per gli ovali. Resta comunque una squadra molto forte ed equilibrata, probabilmente con la migliore lineup dietro i due top team. Inutile dire che, come ogni anno, è la gara della stagione per Ed Carpenter, e chissà che dopo tanti anni da favoritissimo partire questa volta di rincorsa non gli faccia bene. Josef Newgarden è stato il migliore in qualifica, nono; in Alabama ha vinto la sua prima gara in carriera, è pronto a quella vittoria che lancerebbe definitivamente la sua carriera. Menzione speciale: JR Hildebrand; ormai ogni anno si dice sempre la stessa cosa, ovvero che la sua vittoria sarebbe una grande storia, dopo l’errore del 2011. Lui sembra non sentire il peso di questo ritornello, e nelle prove è sembrato il più concreto della squadra.

Sebastien Bourdais – zitto zitto, dopo delle prove non brillantissime, in qualifica ha ottenuto un ottimo settimo posto. Non è uno specialista degli ovali, ma ha iniziato benissimo la stagione, corre per una squadra preparata ed ha i motori Chevrolet. Potrebbe essere la volta buona per il pilota francese per aggiungere il gioiello più prestigioso ad una carriera forse sottovalutata.

Townsend Bell – non ingannino le qualifiche deludenti, Bell è stato velocissimo nelle prove e può giocarsi a pieno le sue chance. Ormai corre solo ad Indy, ma mai come quest’anno ha delle concrete possibilità di vittoria.

Andretti Autosport – sembra essere l’unico team Honda ad avere delle solide chance di successo. Le prove hanno mostrato chiaramente che ha suddiviso il lavoro tra i vari piloti, e le qualifiche sembrano averlo confermato. Il vincitore del 2014 Ryan Hunter-Reay si è qualificato anche quest’anno, come lo scorso, a centro gruppo, dove tra l’altro è stato per tutte le prove. Evidentemente il team ha utilizzato la sua esperienza e le sue capacità tecniche per capire cosa fare in gara. Molto meglio sono andati i suoi compagni di squadra: il migliore è stato Justin Wilson, sorprendentemente sesto e che si gioca le ultime chance della sua carriera; Carlos Munoz ha dimostrato ancora una volta di avere un feeling particolare con Indianapolis, dove riesce sempre a tirare fuori qualcosa di sorprendente anche quando non sembra in forma; la stessa Simona de Silvestro non si è qualificata male, al 19° posto, e nelle prove si è affacciata ogni tanto nelle posizioni medio alte. Menzione speciale: Marco Andretti; inutile dire quanto sia legato il nome Andretti ad Indianapolis. Marco ha sempre corso bene qui, a volte raccogliendo buoni risultati, altre volte toppando il ruolo di favorito. Come lo scorso anno è arrivato ad Indy in sordina, situazione che potrebbe non essere del tutto negativa, e nelle prove ha svolto al meglio il suo ruolo ormai di veterano.

GLI OUTSIDER

Rahal Letterman Lanigan Racing – lo strepitoso inizio di stagione di Graham Rahal ha creato molte aspettative sulla squadra, che invece paga le difficoltà della Honda. Ma in qualifica è andata tutt’altro che male, e con due piloti con tante edizioni alle spalle come Oriol Servia e Graham Rahal può andare in gara con relativa tranquillità. E poi vorrà sicuramente regalare una gioia al co-proprietario David Letterman, recentemente ritiratosi dalle scene. Menzione speciale: Graham Rahal; un inizio di stagione strepitoso, delle buone prove, una buona qualifica. Sembrerebbe essere l’anno buono per un pilota che ha con Indianapolis un rapporto controverso, alcuni buoni risultati ma anche un paio di incidenti, specialmente ad inizio carriera.

Gabby Chaves – ha fatto un buon lavoro nelle prove, affacciandosi spesso addirittura nelle primissime posizioni, cosa ancora più stupefacente visto che lavora da solo. Ovviamente il suo obiettivo è il titolo di Rookie of The Year, ma per quanto fatto vedere nelle prove potrebbe magari scapparci un risultato a sorpresa.  

GLI UNDERDOGS

Sam Schmidt Motorsports – l’incidente di Hinchcliffe ha ovviamente sconvolta la squadra e le sue ambizioni. Senza il suo pilota di punta, la squadra rischia di essere evidentemente spaesata. James Jakes non ha il talento per una gara come la 500 Miglia di Indianapolis né l’attitudine per gli ovali, e il massimo che può ottenere è un buon piazzamento. Conor Daly è ancora troppo inesperto, ma è uno dei favoriti dei fan quindi può contare almeno sul calore del pubblico. Menzione speciale: Ryan Briscoe, arrivare all’ultimo minuto, fare si e no una quarantina di giri e poi vincere partendo penultimo sembra essere una utopia. Quello che è certo è che è il più talentuoso dei piloti del team e l’unico che avrebbe il talento, l’esperienza e la velocità per vincere.

Stefano Coletti, Bryan Clauson – gli altri due piloti del KV Racing sono stati molto deludenti, specialmente in qualifica lontanissimi da Bourdais. Comunque entrambi alla vigilia puntavano più che altro ad esserci, quindi tutto sommato non hanno fatto né più né meno di quanto ci si aspettasse.

AJ Foyt Racing – malissimo sia nelle prove che in qualifica, dove il migliore è stato il terzo pilota, Alex Tagliani, 20°. Sinceramente non si vede dove possano trovare il guizzo anche solo per un buon risultato. Menzione speciale: Jack Hawksworth; ha iniziato bene la stagione, con diverse buone prestazioni, ma qui ad Indy finora è apparso affogare dei problemi del team. Però sembra essere un pilota che merita di avere una lunga carriera in IndyCar, e un buon risultato qui, per giunta in queste condizioni di difficoltà, sarebbe sicuramente un ottimo incentivo.

Dale Coyne Racing – la squadra rischia di pagare il caos di questo continuo ruotare di piloti. Carlos Huertas non si era neanche qualificato male, 18°, ma poi è stato deciso di sostituirlo “misteriosamente” con Tristan Vautier, che a sua volta si era molto ben comportato nelle prove e nelle qualifiche guidando la vettura di James Davison. Menzione speciale: Pippa Mann;  alla fine resta  l’impressione che il pilota di punta sia lei. Alcuni giorni si è addirittura affacciata nella top 10, cosa sorprendente visto anche la scarsa competitività degli Honda. Diventare la prima donna a vincere ad Indianapolis, lì dove non è riuscita Danica Patrick, sarebbe una storia da copertina per decenni.

IndyCar – Indy 500, i pronosticiultima modifica: 2015-05-22T15:19:23+02:00da straygor
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